Adagiata tra la val Tidone e la val Trebbia, abbracciata dai colli piacentini costellati di vigneti, castelli e borghi antichi, la val Luretta è una perla, seppur minuta, ricca di splendore. I numerosi manieri, perfettamente conservati, testimoniano un’intensa vita feudale in questo lembo di terra verdeggiante. In epoca romana luogo di saccheggi e battaglie, oggi, grazie anche a interventi oculati e poco invasivi da parte dell’uomo, la val Luretta rappresenta un’oasi di tranquillità, un teatro a cielo aperto che offre ai visitatori scorci di commovente bellezza e viste panoramiche indimenticabili. Una festa per gli occhi, dunque, ma anche per il palato, essendo l’enogastronomia piacentina ricca di gusto e interessanti influenze.
Se è vero che la cultura passa anche dalla tavola, il Piacentino può dirsi un territorio prospero da ogni punto di vista. In questi luoghi, dove il bello si coniuga con il buono, una terra generosa che l’uomo ha saputo farsi amica produce frutti speciali, come i tartufi, gli olivi e le diverse antiche varietà di verdura e di frutta, tra cui 13 tipi di pere e dieci tipi di ciliegie. Numerosi sono i prodotti tipici piacentini che possono vantare gli ambiti marchi dop e doc: dal Provolone Valpadana al Grana Padano, dai salumi – salame, coppa e pancetta – ai 18 vini della doc Colli Piacentini, tra cui spiccano il rosso Gutturnio e i bianchi Ortrugo e Malvasia di Candia. È in onore a tanta ricchezza che è nata la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, un itinerario che, snodandosi per chilometri attraverso la provincia, costituisce un fondamentale percorso di promozione della cultura e delle tradizioni locali.
Destinazione perfetta per una pausa ristoratrice, tra una visita ai castelli – ben sette, in una valle così piccola – e una passeggiata immersi nel verde a perdita d’occhio, sono i caratteristici agriturismi, spesso a conduzione familiare, che hanno saputo inserirsi armoniosamente nell’ambiente preesistente senza stravolgerlo. Contesto rurale, produzione delle materie prime – dagli animali da cortile all’orto – e rispolvero delle ricette tradizionali fanno di questi luoghi la meta ideale per chi desidera scoprire sapori autentici e genuini; dalla felice unione della cucina contadina con i ricchi banchetti degli ambienti nobiliari ed ecclesiastici nascono i menu attuali, nei quali non possono mancare gli antipasti a base di salumi, che si accompagnano al tipico gnocco fritto – quadrati di pasta di pane fritti – e i primi piatti di pasta ripiena, tra cui i tortelli con la ‘coda’ – ripieni di ricotta e spinaci –, i rinomati pisarei e fasö – gnocchetti di pane in salsa di fagioli – e gli anolini di stracotto in brodo; a seguire, i secondi di carne o a base di formaggi locali, come la pulêinta cônsa – la polenta condita con polpa di manzo tritata e pecorino dell'Appennino Piacentino – e, per finire, i dolci caserecci. Imprescindibili, per accompagnare queste prelibatezze, i grandi vini piacentini, autentico fiore all’occhiello di questo angolo di paradiso.
Testo di Francesca de Facci – Pubblicato il 26 ottobre 2011
Crediti fotografici con licenza CC: Dave Lifson, Gail, Gilmoth, MSWINE, Sara Maternini, Sifu Renka, Sweetcapicola, VinoFamily, wEnDaLicious
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