Giallo. come il sole che brucia la costa, come i colori delle ceramiche dipinte a mano, come i limoni che profumano di Mediterraneo. Quelli di Sorrento ovviamente, tra i migliori del mercato italiano, conosciuti ed esportati anche all’estero nella variante “liquida”, il limoncello, infuso di bucce di limone immerse in alcol purissimo, o nei dolci, come i babà al limoncello, le delizie al limone e il sorbetto.
Di dimensioni medio-grosse, forma ellittica e buccia particolarmente profumata per la ricchezza di oli essenziali, il Limone di Sorrento ha ottenuto la certificazione di prodotto igp nel 2001, ma la sua origine è ben più antica: atti di vendita, dipinti, trattati di letteratura e botanica attestano la presenza di limoni in area sorrentina già dal ’500. Ma risalgano al ’600, grazie all’iniziativa dei Gesuiti, le prime vere coltivazioni specializzate di questa pregiata varietà di agrume. Il particolare metodo di coltivazione dei limoneti prende il nome di pergolato sorrentino: si tratta di originali strutture costituite da pali di castagno che sostengono una copertura di canne, le “pagliarelle”, a protezione delle chiome degli alberi. Tipico dell’intera Penisola Sorrentina e dell’isola di Capri, il pergolato sorrentino è ormai diventato il tratto caratteristico di una delle coste più spettacolari del Paese, estesa da Castellammare di Stabia a Punta Campanella, tra scogliere a picco sull’acqua, insenature rocciose e rupi protese verso l’azzurra distesa del mare Tirreno.
Conosciuti anche come Limoni di Massa e Ovali di Sorrento, possono essere consumati in molteplici varianti: al naturale, per preparare spremute, succhi e bevande, come condimento per pietanze a base di pesce e anche come ingrediente principe di molti piatti, dagli antipasti ai prelibati dolci.
Per chi volesse scoprire davvero, da “dietro le quinte”, come nasce l’oro di Sorrento, da quest’anno lo può fare grazie al progetto Le vie del Limone, promosso dal Consorzio di tutela del Limone di Sorrento igp, al fine di valorizzare non solo il singolo prodotto, ma anche il territorio e le realtà produttive legate a questa pregiata varietà campana. L'itinerario del gusto è suddiviso in ben quattro percorsi che prevedono, oltre a passeggiate d’interesse naturalistico, anche visite ad antichi giardini, agrumeti e opifici, per scoprire come nasce l’autentico limoncello di Sorrento. Il primo percorso comprende le località di Vico Equense, famosa per le stazioni termali e per la chiesa dell’Annunziata, unico edificio sacro gotico della penisola, il centro balneare di Meta, con la pregevole basilica di Santa Maria del Lauro e Piano di Sorrento, sorta di terrazza naturale tufacea che digrada verso il mare. Da qui parte il secondo itinerario, che tra agrumeti, uliveti e vigneti, con il romantico profilo di Capri all’orizzonte, arriva fino a Sant’Agnello, per cedere poi il passo al terzo tragitto, quello che porta a Sorrento.
Testo di Stella Simeoni – Pubblicato il 18 febbraio 2010
Crediti fotografici: Cooperativa Solagri
Un mare cobalto circonda la costa di Sorrento, patria delle Sirene
Olio e vino d’autore nelle belle cornici di borghi e vallate
Le leggende e i parchi naturali della costa settentrionale sarda