Di sorso in boccone

La Sicilia fra etichette pregiate e antica tradizione pasticcera

Dall'ulivo all'arancio, dal pecorino alle mandorle, dal pistacchio di Bronte ai capperi di Pantelleria e dal tonno di Favignana al cuscus: si può dire che la Sicilia sia un vero e proprio pianeta del gusto, una terra esuberante e dalle eccezionali risorse, capace di portare in tavola sapori ereditati da tanti popoli che sull'isola si sono avvicendati. Quello che segue è un piccolo capitolo a parte, dedicato ai vini prestigiosi e alla ghiotta tradizione pasticcera che hanno reso l'isola famosa in tutto il mondo.

Ineguagliabili nettari rossi e bianchi

Che dire, dunque, della produzione vitivinicola? Dove la varietà dei suoli si combina a un clima caldo e ventilato madre Natura ha provveduto alla bisogna: bianchi e rossi siciliani hanno corpo e carattere e fanno matrimonio d’amore coi piatti più rappresentativi dell’isola. In modo particolare i grandi rossi, come il Nero d'Avola – principe dei vitigni – entusiasmano da sempre i palati più critici ed esigenti. Da non dimenticare i numerosi e famosissimi vini da dessert: primo fra tutti il Marsala, eredità degli inglesi, accompagnato dai sontuosi e vellutati Moscato di Noto, di Siracusa o di Pantelleria, dalla Malvasia delle Lipari e dallo Zibibbo di Pantelleria, che vanno a nozze trionfalmente con le irresistibili cose duci, i dolci.

I ricordi più dolci della terra siciliana

In quanto a pasticceria lo scettro spetta senza dubbio alla sontuosa, inarrivabile cassata, le cui origini sembrano essere indiscutibilmente arabe, come dice chiaramente il nome, quas’at, che significa scodella grande e profonda. Al giorno d’oggi viene normalmente confezionata in tutte le pasticcerie dell’isola e prevede l’impiego di pan di Spagna e marzapane e di una farcia di ricotta freschissima aromatizzata con cannella, vaniglia, cioccolato a scaglie e pistacchi smeraldini. Il tutto viene ricoperto da una glassa di zucchero e infine decorato con frutta candita. Altra golosa specialità isolana sono i cannoli, involucri di pasta fritti in grasso sfrigolante che, una volta lasciati raffreddare, vengono riempiti con la stessa farcia a base di ricotta profumata e ricca di frutta candita che si usa per la cassata. Assolutamente imperdibile è la famosa frutta di Martorana, immortalata anche nelle pagine del Gattopardo: si tratta della pasta di mandorle per antonomasia, che riproduce fedelmente frutti e ortaggi coloratissimi e viene tradizionalmente consumata per onorare la festività di Ognissanti. Dalle mandorle si ricava anche il latte e si producono il mandorlato e la cùbbaita, squisito torrone a pasta morbida. Retaggio della dominazione spagnola è il cioccolato, sublime delizia utilizzata sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate come con le melanzane o certi saporiti ripieni a base di carni. Dulcis in fundo, menzione speciale va ai vari sorbetti, geli e gelati, che sono un modo raffinatissimo di concludere un pasto. Celeberrimo è il gelu ’e melluni, fatto col cocomero e profumato al gelsomino, che si consuma, per tradizione, durante i festeggiamenti solenni in onore di santa Rosalia.

Testo di Emiliana Lucchesi – Pubblicato il 22 marzo 2011

 
 

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