Dono di primavera

Quando la terra cela una primizia gastronomica d'eccellenza

È bianco, ben dritto e tenero, lungo tra i 18 e i 22 centimetri, con un profumo fresco e un caratteristico sapore dolce-amaro; è un ottimo depurativo e un eccellente diuretico, nonché un grande alleato contro le palpitazioni e le situazioni di astenia fisica e mentale; lo si trova sempre in gruppo, ben stretto ai suoi compagni sotto l’insegna verde che lo protegge dagli impostori: è l’Asparago Bianco di Bassano dop, primizia del Vicentino che con la primavera arricchisce le tavole di buongustai e intenditori, un’eccellenza del patrimonio gastronomico veneto protetta e valorizzata dal Consorzio di Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano dop.

Fra storia e leggenda

Leggenda vuole che la scoperta di questo ortaggio sia stata del tutto casuale: si narra che nel Cinquecento, dopo che una terribile grandinata aveva distrutto l’orto di un povero colono, questi non poté fare altro che cercare sottoterra se una parte delle coltivazioni si fosse salvata; scovata la parte bianca dell’asparago, la assaggiò e trovandola gustosa da quel giorno iniziò a raccogliere quel saporito ortaggio prima che spuntasse dalla terra. Altri raccontano che l’asparago fu introdotto dall’Africa nientemeno che da Sant’Antonio da Padova, che lo avrebbe seminato lungo la strada che da Bassano conduceva alla città patavina col preciso intento di rabbonire Ezzelino da Romano. Di certo, come si evince dalle note di spesa per i banchetti della Repubblica Veneta, la Serenissima teneva in gran pregio l’asparago e dal Seicento lo coltivava sugli orti di terraferma. E anche i padri in viaggio per il Concilio di Trento ebbero modo di assaggiare e apprezzare questa autentica delizia, decantandone nei loro scritti il gusto sublime e i pregi dietetici.

Come si gusta

Fra le tante ricette che esaltano le caratteristiche dell'Asparago Bianco di Bassano dop, l'accoppiata sparasi e ovi (asparagi e uova) è una delle espressioni più tipiche della gastronomia veneta. La preparazione è semplicissima: si fanno bollire gli asparagi e le uova e si serve il tutto condito con olio, sale, pepe e aceto di vino. Altro piatto tradizionale è il risoto coi sparasi (risotto con gli asparagi): in una pentola si fa appassire la cipolla e gli asparagi tagliati a cubetti – tenendo da parte le punte –, si aggiunge il riso, si sfuma con il vino bianco e, a quattro minuti dalla fine della cottura, si aggiungono le punte, ultimando il piatto con la classica mantecatura burro e grana. Nel Vicentino, ma non solo, le trattorie e i ristoranti che propongono piatti a base di Asparago Bianco sono molti, come diverse sono le manifestazioni gastronomiche, gli eventi e le mostre che, da marzo a giugno, consentono di scoprire e gustare questo delizioso dono di primavera.

Testo di Marco Gottardi - Pubblicato il 3 maggio 2012

Crediti fotografici con licenza CC: DagmarSporck, ILMARTINO, IMGDIVE, jlastras_2

 

 

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