Benedetta primavera

A caccia di erbe spontanee e asparagi tra i vini cullati dal Piave

Cosa evoca alla mente la stagione primaverile, se non l’aspro profumo dell’erba appena tagliata e lunghe distese di piante e prati in fiore? È la terra a regalare da sempre i frutti più preziosi ed è sempre dalla terra che nasce il famoso Asparago Bianco di Cimadolmo igp, tenero, saporito e delicato, nonché una grande varietà di erbe spontanee, ingredienti semplici con i quali è possibile creare veri capolavori di arte culinaria. Questi prodotti cosiddetti ‘poveri’, sono in realtà ricchi di proprietà nutritive e caratterizzati da un sapore ancestrale che risveglia il gusto per una vita lenta e genuina, fatta di piccole cose.

Profumi e sapori di vita rurale

Passeggiando per le campagne trevigiane a primavera ci si imbatte tanto in coltivazioni ordinate e ben tenute dai contadini locali, quanto in piantagioni spontanee di fiori di campo ed erbette. L’ambiente si esprime qui in tutta la sua bellezza, ogni cosa pare essere uscita da un quadro impressionista in cui la realtà viene rappresentata con corpose pennellate piene di colore. Ortica, acacia, luppolo, mirtillo, erba Luigia, erba Roberta, bruscandoli, melissa, lavanda, cerfoglio e camomilla, considerate dalla tradizione popolare un toccasana per la salute, si ritrovano oggi sulle tavole più raffinate e nei piatti realizzati dai migliori chef.

La Strada dell’asparago di Cimadolmo

In quella porzione della provincia di Treviso che da Cimadolmo si espande su tutto il territorio limitrofo fino alle Grave di Papadopoli, attraversa il fiume Piave e giunge fino a Maserada e Breda di Piave, si dipana, per circa 90 chilometri, la Strada dell’Asparago Bianco di Cimadolmo igp. Il Piave influenza fortemente la conformazione del suolo rendendolo argilloso, irrorato com’è da vene d’acqua profonde. Queste peculiarità, sommate all’intervallarsi tra periodi di siccità notevoli e altri di piena, rendono il territorio delle Grave e i suoi prodotti veramente particolari.

Abbinamenti a tavola

Alla Strada dell’Asparago Bianco di Cimadolmo igp si interseca la Strada dei Vini del Piave, estesa per 150 chilometri, lungo la quale vedono la luce diverse tipologie di vino, tutte di ottima qualità. Manco a dirlo, l’incontro tra le due vie dei sapori dà vita ad abbinamenti e sposalizi di sicura tenuta. Risotti agli asparagi, all’ortica e ai bruscandoli dagli accenti lievemente selvatici ben si accompagnano ad un buon chardonnay dal colore paglierino e dal sapore avvolgente e profumato; crostoni con ricotta di pecora e maggiorana e deliziose frittelle all’acacia si gustano con un morbido pinot grigio, mentre asparagi gratinati con Morlac e pancetta o pappardelle con sugo di asparagi, gorgonzola e speck sono ideali con un calice di cabernet sauvignon rosso rubino, asciutto e corposo. Gusti pieni che lasciano trasparire la vera natura di questi luoghi schietti, in cui la terra riveste ancora una parte fondamentale nella vita di tutti i giorni.


Testo di Marta Sillicchia – Pubblicato l'1 novembre 2011

Crediti fotografici con licenza CC: Anitasarkeesian, DYNET, foto bulle, Thomas Hawk, nenoirenediaz, PINPRICK, ROOLROOL, StimpsonJCat, TRUTH82

 

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