Arcadia di sapori

Un piccolo scrigno di bontà a pochi chilometri da Treviso

Doline e grotte carsiche, flora e fauna variegate che testimoniano una biodiversità di rara suggestione, monumenti, sacrari e tracce della Grande guerra, ammalianti itinerari nel verde da godere a piedi, su due ruote o a cavallo: il Montello, dolce rilevo della Marca Trevigiana che si estende da Montebelluna a Nervesa della Battaglia, è un piccolo scrigno di bellezze naturali nel quale storia, tradizioni e vocazione rurale convivono in armonica simbiosi. Di questo amabile equilibrio l’espressione forse più autentica e appagante è la gastronomia locale, un’avventura del gusto fatta di prodotti tipici inimitabili, eccellenze vinicole e antiche ricette in cui bontà rima ancora con genuinità.

La regina del Montello

Aida, Desiré, Monnalisa, Lisetta, Timate e Rota. Non sono nomi di fiabesche fanciulle che dimorano fra la quiete del Montel, ma varietà di uno dei prodotti più celebri e apprezzati che si coltivano da queste parti: la patata del Montello. Dal 1996 commercializzata con marchio registrato presso la Camera di Commercio di Treviso, questa autentica primizia locale è protagonista in tavola come ingrediente per zuppe e minestre, sotto forma di gnocchi o in veste di contorno da consumarsi al forno, fritta, bollita, in purea oppure in tocio, cioè in umido. Al tubero montelliano, inoltre, è dedicata la tradizionale Mostra mercato della patata del Montello, in programma a settembre.

Nel sottobosco un goloso tesoro

Grazie al fitto manto boschivo e alle caratteristiche del terreno, il Montello è anche la meta ideale per gli appassionati di funghi. Specie nella stagione autunnale, porcini, prataioli, gallinacci, pioppini, sbrise, champignon e soprattutto chiodini – autentica specialità locale che si esalta nel classico risotto ai funghi – diventano gli ingredienti principali dei manicaretti proposti dai tanti agriturismi, trattorie e ristoranti tipici che puntellano la zona. A questo tesoro del bosco è annualmente dedicata la rassegna gastronomica CocoFungo, organizzata dall’omonima associazione fondata nel 1976, che coinvolge sei ristoranti della provincia di Treviso.

Carni da record

Un vero e proprio primato, invece, è rappresentato dalla cunicoltura: Volpago del Montello, con una settantina di aziende, detiene il primato mondiale di allevamenti di conigli. La carne di coniglio, sempre più apprezzata per l’elevato valore nutritivo, il basso contenuto di colesterolo e l’alta digeribilità, è particolarmente saporita ed esalta le sue qualità proprio in abbinamento con i funghi. Un’idea? Il coniglio ripieno con morlacco – formaggio tipico del Grappa – e funghi del Montello: un’imperdibile trionfo di sapori. Anche la produzione di miele si attesta su livelli qualitativi eccellenti, visto lo scarso grado di inquinamento della zona. Percorrendo la strada Panoramica, che ai piedi del Montello lambisce le acque del fiume Piave, non è raro imbattersi in file di alveari posti al margine dei prati o fra i boschetti di acacia: proprio il miele di acacia è una delle varietà più tipiche della zona, assieme al millefiori – primaverile o estivo – e ai mieli di tarassaco, tiglio o castagno, preziosi alleati dell’arte dolciaria ma deliziosi anche semplicemente spalmati su una fetta di pane casereccio.

Testo di Beatrice Dametto - Pubblicato il 31 maggio 2012

Crediti fotografici: Ufficio per il Turismo della Provincia di Treviso

 

 

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