Calici di nobiltà

Dolci nocciole e grandi nettari nella terra amata dai Savoia

Con le adiacenti Langhe, il vicino territorio del Monferrato condivide la malinconica suggestione delle brume mattutine sui colli, che qui non raggiungono che lievi inclinazioni, e la quiete delle campagne; ma soprattutto l’orgoglio dei prodotti della terra, che si identificano con la storia stessa degli uomini di queste valli.

Le Nocciole del Piemonte

Le celebri Nocciole del Piemonte igp crescono qui con proprietà uniche, grazie alla particolare composizione del terreno, e finora non è riuscito alcun tentativo di ottenerne di altrettanto buone trapiantando le piante altrove. Sono un ingrediente insostituibile del cioccolato gianduia, e le conoscevano già i pasticcieri piemontesi del secolo scorso. Secondo la tradizione contadina si dice che i cespugli su cui crescono siano abitati da fate e folletti, mentre anche i rabdomanti si servono di una verga di nocciolo per individuare l’acqua.

La prestigiosa produzione enologica

Gli abitanti di questi luoghi vanno fieri delle loro colture, e percepiscono la prosperità della loro terra come il frutto di una dedizione costante nel tempo. Una particolare fonte di vanto per queste genti è la produzione di vini. Qui è quasi un delitto non bere, e quella di vagare ebbri e ispirati su per i dolci declivi è una vecchia, irrinunciabile consuetudine. Asti è la città dello Spumante e del Barbera, il vino più famoso del Monferrato, ma anche del celebre Moscato, un vino dolce perfetto con i dessert. Il Barbera, o meglio, la Barbera, come viene chiamato da queste parti, è un vino popolare dal profumo di rosa e dal gusto forte e brioso, la cui storia si perde nella notte dei tempi; basti pensare che già nei documenti locali del X secolo compare frequentemente, con la definizione di vinum negrum.
In settembre qui si tiene il Duja d’Or (dal nome di un orciolo di terracotta con cui si serviva il vino), un importante concorso enologico nazionale, e la manifestazione può essere un’ottima occasione per raccogliere gli stimoli dei luoghi e assaggiare le prelibatezze della gastronomia locale.

Il Barolo, re dei vini italiani

A essere percepita come capitale del Monferrato è invece Casale, perennemente avvolta dal profumo dei biscotti Krumiri. Non lontano da qui, dove le propaggini collinari incontrano le prime pianure, si coltiva l’uva nebbiolo, da cui si produce il nobile vino Gattinara, e anche quello che si può definire il più pregiato vino italiano, il Barolo. La sua storia inizia nei due castelli del conte di Cavour e dei marchesi di Barolo. Il paese, che riceve il nome proprio dal castello dei marchesi, oggi sede di un’enoteca, ospita ogni anno a metà settembre la cosiddetta Settimana del Barolo, una manifestazione con serate gastronomiche che rende omaggio al prezioso vino. Proprio in questa serena ritualità della vita di campagna si cela il fascino discreto di questi luoghi, che si scopre in ogni singolo borgo, con l’universale invito a godere fino in fondo delle sue prelibatezze.


Testo di Veronica Trevisan – Pubblicato il 26 maggio 2010

 

Appunti di Viaggio

Inserisci tu il primo Appunto di Viaggio!

 

Per inserire i tuoi Appunti di Viaggio » Registrati

 
 
 

Fotogallery

 

Servizi correlati