Gonzaga a tavola

Aristocratico mangiare nella corte del ducato di Mantova

Mantova, insieme a Ferrara e Parma, si inserisce in una sorta di triangolo d’oro della gastronomia padana. E la cucina mantovana ha in sé i tratti caratteristici della cucina di corte, ma anche quelli della tradizione contadina dei giorni di festa e quelli non meno invitanti e stuzzicanti del desco dei conventi. Si mangia bene a Mantova, e spesso anche benissimo.

I primi piatti: pasta e risotti

Per cominciare, non si può parlare della cucina mantovana senza accennare a quel capolavoro gastronomico che sono i tortelli di zucca, con la zucca cotta al forno e arricchita e illeggiadrita dalla mostarda e dal sapore degli amaretti sbriciolati. E poi conditi con burro fuso e abbondante parmigiano: un capolavoro assoluto.
C’è poi una lunga serie di squisiti primi piatti e minestre. Si tratta per lo più di paste fresche e farcite, come le tagliatelle in ogni forma e formato, o i tortelli e gli agnolini alla Gonzaga; ma anche il riso ha un ruolo importante nella gastronomia delle campagne mantovane. Il risotto “alla pilota” è un pilastro della cucina locale e prende nome dagli operai che erano addetti alla pilatura del riso, detti appunto piloti o pilarini, ma poi c’è tutta una serie di risotti con le rane, con le folaghe, con verdure di ogni tipo e il risotto col puntel, cioè col puntello, piatto unico, ricco e ipernutriente.

Per concludere degnamente il pasto

Un discorso a parte meritano i dolci, capeggiati dalla sbrisolona, una bontà rustica che ormai da tempo ha valicato i confini locali e viene esportata come il dolce più tipico di Mantova. Esistono poi anche specialità pasticcere di alto livello come la millefoglie, la torta Elvezia e la torta Greca, che risentono forse di influenze austroungariche. In chiusura di pasto non manca mai il Nocino, un liquore secco preparato col mallo delle noci raccolte rigorosamente nel giorno di San Giovanni.
Così confortati si può quindi partire alla scoperta della città, magari a piedi, per bruciare un po’ delle calorie introdotte ma anche per coccolare l’animo e l’intelletto. Perché Mantova è certo stata la patria del poeta latino Virgilio, ma la sua storia è incentrata, come si accennava sopra, sui quattro secoli di dominazione della signoria dei Gonzaga.

Sulle tracce dei Gonzaga

I Gonzaga hanno lasciato tracce indelebili in monumenti bellissimi, come il Palazzo Ducale, con affreschi di Antonio Pisano, detto il Pisanello, e stucchi ispirati all’opera di Ovidio. Da non mancare poi Palazzo Te, la grandiosa villa commissionata da Federico II Gonzaga a Giulio Romano nella località detta “del Tejeto”, e dalla quale il palazzo prende nome. Sede di mostre temporanee, Palazzo Te è una costruzione che affascina per il susseguirsi di stanze e porticati ricchi di affreschi. Meritano una visita anche la casa di Andrea Mantegna, forse ideata dallo stesso artista e dotata di un cortiletto circolare interno, e in piazza Sordello il duomo di San Pietro, con l’imponente facciata in marmo di Carrara rimaneggiata verso la metà del Cinquecento sempre da Giulio Romano.


Testo di Emiliana Lucchesi – Pubblicato il 15 ottobre 2010

 

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