Il mangiare degli dei

A tavola sulla riviera del Conero fra brodetti e vincisgrassi

Che l’anima di un luogo si ritrovi anche, e soprattutto, a tavola, è particolarmente vero un po’ in tutt’Italia, dove la cucina si lega strettamente alla tipicità dei prodotti. Nel caso della zona del Conero, distesa tra colline e Adriatico, si coglie in quanto la terra e il mare producono, e l’uomo cucina: dal pesce di scoglio a quello azzurro, dalle coltivazioni biologiche a cereali, formaggi e salumi, tutta questa vasta area delle Marche è un paradiso gastronomico da scoprire, perdendosi nei profumi di ginestra, pino e mirto, mentuccia e decine di altri aromi tipici della macchia mediterranea che qui trionfano tanto nell’aria quanto nei piatti.

Le ricette della tradizione

Tra le specialità che fanno grande la cucina del Conero vanno ricordati il brodetto, una delle tante varianti di zuppa ittica marchigiane, ancora oggi preparato come tanti anni fa, con 13 specie di pesci; i vincisgrassi, interpretazione locale delle lasagne preparata con carne di manzo, ragù e panna; il pollo “in potacchio”, ossia un saporito spezzatino cotto in olio con rosmarino, aglio, sale, pepe e vino; infine il coniglio in porchetta, con ripieno di interiora e cotiche, e l’aggiunta di finocchietto selvatico.

I vini e l'olio extravergine di oliva

A esaltare al meglio una così golosa varietà di ricette ci pensano i pregiati vini prodotti nella zona. Il Parco del Conero potrebbe essere definito un parco-vigneto, grazie al suo microclima ravvivato dalle brezze marine che lo rende un ambiente meraviglioso per la coltivazione delle uve rosse. Dai vitigni montepulciano e sangiovese che crescono nei terreni calcarei alle pendici del monte Conero si ricava infatti il Rosso Conero, doc dal 1967, dall’aroma fruttato ed elegante. Non bisogna poi trascurare l'olio, altro ingrediente speciale che arricchisce i piatti di intense sfumature di sapore. Gli extravergine d’oliva prodotti nell’area del Parco del Conero possono godere, come i vini, delle condizioni climatiche in cui vengono coltivate le materie prime, in questo caso le olive. Le varietà Frantoio, Leccino e Moraiolo sono le più diffuse, con produzione di oli dal sapore mediamente fruttato.


Testo di Sofia Giustinian – Pubblicato il 18 febbraio 2010

 

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