Culla del Gotico italiano, patria di architetti e pittori, Siena sfoggia fieramente uno dei più belli e meglio conservati centri storici europei, confermando come quella senese sia una delle più alte e originali espressioni della cultura e della civiltà italiane. Il patrimonio monumentale e artistico della città del Palio è un tesoro di eccezionale ricchezza, tanto che l'Unesco ha inserito il centro storico senese all'interno di un altro patrimonio: quello, mondiale, dell'umanità.
Uno dei luoghi simbolo di Siena, teatro del famoso Palio, è indubbiamente piazza del Campo, emiciclo chiuso su tre lati dall'irregolare architettura di case e palazzi di diverso livello, ai quali si contrappone il vero fulcro urbanistico dello spazio: il Palazzo Pubblico, la più elegante, solenne e armoniosa espressione di architettura civile gotica italiana. Eretto a cavallo fra XIII e XIV secolo, l'edificio è sontuosamente decorato da maestri sopraffini e gli affreschi, i dipinti e le sculture conservate al Museo civico – ospitato fra le mura del palazzo – raccontano una della più importanti pagine della storia dell'arte italiana. Fra i nomi di spicco accorsi a impreziosire le sale del Palazzo Pubblico vi sono quelli di Simone Martini, del quale si può ammirare la famosa Maestà, e di Ambrogio Lorenzetti, autore del più ampio ciclo pittorico profano del Medioevo che ha nel Buon Governo, negli Effetti del Buon Governo in città e in campagna e nel Mal Governo i capitoli più celebri. Sulla sinistra del palazzo s'innalza agilissima per 102 metri la torre del Mangia, simbolo possente ed elegante del potere comunale. Costruita in cotto fra il 1338 e il 1348, deve il suo nome a Giovanni di Duccio detto Mangiaguadagni o Mangia, che dal 1347 al 1379 ebbe l'incarico di battere le ore. Dalla sommità dell'alta costruzione lo sguardo è libero di perdersi fra le bellezze di un panorama che abbraccia la città e i colli senesi, un quadro di rara suggestione fra cui spicca un capolavoro del Gotico italiano.
Consacrata nel 1179, la Cattedrale dell'Assunta, o Duomo, è immediatamente riconoscibile per la caratteristica bardatura di marmo a fasce bianche e nere. L'edificio, che doveva essere ampliato con la costruzione del Duomo Nuovo – ambizioso progetto fermatosi allo stato embrionale, riconoscibile nella navata e negli archi del cosiddetto ‘Facciatone’ – è a croce latina a tre navate ed esibisce una splendida facciata su cui si aprono tre portali con timpani gotici sormontati da tre cuspidi nelle forme del Gotico fiorentino ricche di finissime decorazioni. All'interno, i pilastri e le pareti ripropongono il gioco chiaroscurale affidato alle fasce bianche e nere, mentre il pavimento di marmo racconta, suddivisa in 56 riquadri, la storia della Salvezza. Alzando gli occhi si può ammirare una copia della bellissima vetrata circolare messa in opera nel 1288 da Duccio di Buoninsegna, il cui originale – conservato nel Museo dell'Opera Metropolitana, presso il Duomo Nuovo – è il più antico esempio di vetrata istoriata realizzata in Italia. Continuando verso la navata sinistra, mentre tutt'intorno si susseguono opere di Donatello, Bernini, Michelangelo, Domenico di Bartolo e Francesco di Giorgio Martini, solo per fare qualche nome illustre, si raggiunge la libreria Piccolomini, una sala interamente affrescata dal Pinturicchio che conserva preziosi corali miniati. Al Piccolomini, papa col nome di Pio II, è dedicato anche un altare, impreziosito dalle statue scolpite da un giovane Michelangelo.
Testo di Beatrice Dametto - Pubblicato il 18 agosto 2011
Crediti fotografici con licenza CC: Georges Jansoone, Tango7174
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