Una femmina gravida di quattro embrioni di besanosauro dal muso allungato, lunga quasi sei metri si aggirava, approssimativamente 235 milioni di anni fa, nel tepore di una laguna tropicale di Tetide, a poca distanza dalla terraferma. Con lei miriadi di esemplari di sauri marini, ospiti dell’antico bacino teso tra i supercontinenti di Laurasia e Gondwana, in attesa che il movimento delle placche tettoniche invertisse la sua spinta. Un’area montuosa a forma di piramide, cinta da due lembi del lago di Lugano, ne descrive le forme: l’enciclopedia illustrata della storia dell’evoluzione scolpita nel monte San Giorgio, dove si conserva la migliore sequenza fossilifera del Triassico Medio di tutto il pianeta.
Durante le ere geologiche che, come un testimone, si sono tramandate il deposito di vita raccolto dal fondale della laguna – ideale per la conservazione delle carcasse grazie alle particolari condizioni ambientali –, il mare si è arrampicato in quota: i diversi strati del monte San Giorgio nascondono, infatti, un prezioso tessuto di roccia con fossili di rettili natanti, pesci bivalvi, ricci di mare, crostacei, ma anche flora e fauna terrestre, grazie alla vicinanza del bacino – profondo tra i 50 e i 100 metri e delimitato dalla barriera corallina del San Salvatore – alla terraferma. Le perfette trame disegnate dal tempo e plasmate dall’evoluzione hanno costituito un ricco nutrimento per la letteratura scientifica, tanto che nel 2003 l’area, situata nel versante meridionale del Canton Ticino, è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità anticipando la recente inclusione, avvenuta nel giugno del 2010, della porzione italiana del sito.
L’area di Besano contiene in particolare la cosiddetta ‘zona limite bituminosa’, tra le più interessanti di questo immenso repertorio geologico e paleontologico, articolato in strati rocciosi risalenti al Triassico Medio – tra cui scisti bituminosi, strati calcarei e formazioni dolomitiche – sovrapposti a più remote rocce vulcaniche di era Permiana. Studiati dalla scienza – in particolar modo dalle Università di Zurigo e Milano – per oltre 150 anni, queste testimonianze fossili straordinariamente ben conservate e dettagliate includono giganteschi scheletri ed esemplari di vertebrati particolarmente spettacolari, tra cui il sauro tanistrofeo dal collo di giraffa. La zona offre inoltre ospitalità a specie vegetali che non trovano un equivalente nell’intera Svizzera o nell’arco alpino meridionale, rendendo conto di una fase particolarmente critica dell’evoluzione dei vertebrati, vera manna per gli studi comparativi e per l’immaginario.
Testo di Monica Sportello – Pubblicato il 29 dicembre 2011
Crediti fotografici con licenza CC: Aussicht e Nowic
Un monumentale giro del mondo in 6mila piante e 500mila campioni
L’alba del Cristianesimo nello splendore della città dei mosaici
Il vero testimone eccellente della civiltà nuragica sarda
Viaggio fra le straordinarie bellezze di una capitale culturale
Il fascino incontaminato delle selvagge vallate ticinesi
San Martino di Castrozza fra storia moderna e antiche usanze
Viaggio a Nova Gorica, dove convivono ogni cosa e il suo contrario
Le inedite bellezze del parco culturale dedicato allo scrittore