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Ospitalità d’alto rango ai tempi d’oro della Repubblica

Dirimere le liti di vicinato e difendere il prestigio nobiliare: ma sempre tenendo fede al supremo interesse della Repubblica. Questa la missione degli alberghi, istituzione che, nella Genova repubblicana, raggruppava le famiglie più in vista sotto l’aspetto sociale e urbanistico e che rappresentò un passaggio obbligato per gli incarichi di governo, a partire dalla riforma introdotta da Andrea Doria: quando, cioè, la repubblica si fece aristocratica, e l’appartenenza al club fu riservata alla sola crema, ossia alle famiglie in grado di vantare origini feudali e consolari. Proprio in questa fase, per esattezza nel 1576, fu introdotta l’istituzione dei rolli, catasto del real estate patrizio ritenuto degno di spalancare le porte ad autorità e illustri visitatori.

Questione di status

“Papa, Imperatore re e legato Cardinali o altro Principe”: a tali vette poteva ambire l’ospitalità delle residenze incluse nella very short list, la più esclusiva tra le categorie – o bussoli – che inquadravano le nobili dimore iscritte alle liste ufficiali - i rolli - degli indirizzi papabili per le visite di Stato. Un onore assegnato sulla base del sorteggio e che poteva estendersi anche alle insigni personalità coinvolte nei Grand Tour. Atrio, cortile, scalone e giardino: così si articolava l’assetto tipico di questi gioielli architettonici, veri scrigni traboccanti di decorazioni sfarzose, ampi scaloni, superfici marmoree e, in alcuni casi, fornite anche di ricche pinacoteche prese di mira dagli intellettuali itineranti.

Un network immobiliare esclusivo

La loro ricca dotazione, importante biglietto da visita per il jet set di passaggio nella repubblica degli armatori e dei banchieri, fu una delle ragioni per cui si rese progressivamente necessaria una forma di controllo sul patrimonio immobiliare controllato dagli alberghi, la cui ‘tessera d’accesso’ comportava generalmente la rinuncia al proprio cognome per assumere quello della famiglia più potente: grazie alla sua peculiare identità sociale ed economica, questo capitale – soggetto a tutela Unesco dal 2006 –, formato da un insieme unitario di spazi urbani di epoca tardorinascimentale e barocca e residenze nobiliari, concentrato in particolare nella zona delle Strade Nuove tra via Garibaldi e via Balbi, è annoverato tra le esperienze inaugurali dell’architettura urbana europea di età moderna.


Testo di Laura Guerra – Pubblicato il 19 agosto 2011

Crediti fotografici con licenza CC: Yoggysot, Twice25 & Rinina25
 

 

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