Elegante, sobria e raffinata, Ferrara delizia lo sguardo con l'aristocratica bellezza delle sue dimore, tessere di un paesaggio urbano che costituisce un "mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento, che conserva il suo centro storico intatto": con queste parole, e sottolineando l'importanza del centro emiliano "per lo sviluppo dell'urbanistica nei secoli seguenti", l'Unesco ha dichiarato nel 1995 il centro storico di Ferrara Patrimonio dell'umanità. Riconoscimento ampliato nel 1999 alle Delizie estensi e a un "eccezionale paesaggio culturale pianificato": il Delta del Po.
Legata indissolubilmente al florido governo dei duchi d'Este, Ferrara ha il suo periodo aureo nel XV secolo, sotto il potere di Leonello, Borso ed Ercole I. Quest'ultimo realizza nel 1492 il terzo ampliamento della città, dopo quelli di Niccolò II e di Borso: si tratta della celeberrima addizione Erculea, la prima vera pianificazione ragionata di uno spazio urbano. È il trionfo della nuova città rinascimentale, un razionale e armonico disporsi di vie e palazzi - fra cui la casa di Ludovico Ariosto - che trova la sua più felice espressione nel quadrivio degli Angeli, dove si affacciano palazzo Turchi-Di Bagno, palazzo Prosperi-Sacrati e il superbo palazzo dei Diamanti, sublime architettura rinascimentale che ospita oggi la Pinacoteca nazionale. Il centro storico, invece, esibisce inserti settecenteschi in un suggestivo quadro medievale e rinascimentale. Fra i luoghi da non perdere, il Castello Estense è uno dei monumenti più rappresentativi della città, accanto alla Cattedrale con il campanile progettato da Leon Battista Alberti, al Palazzo comunale e a palazzo Paradiso, sede della Biblioteca comunale Ariostea.
Delle 19 residenze estive e di svago costruite dagli Este nel territorio ferrarese, palazzo Schifanoia è di certo la più famosa. L'unica delizia cittadina è giustamente nota per il salone dei Mesi, scrigno che conserva uno dei cicli pittorici più importanti del Rinascimento. Lungo il corso del Po si trovano il castello di Verginese, il suggestivo complesso di Belriguardo e il castello della Mesola, imponente residenza di caccia eretta fra il 1579 e il 1583 per Alfonso II. Poco più in là si spalancano le Valli di Comacchio e i fasti regali si perdono nel mormorio delle acque.
La "donna del Po", secondo la definizione che di Ferrara diede Torquato Tasso, è idealmente congiunta al corso d'acqua che la lambisce e che, nella sua confluenza con l'Adriatico, disegna un paesaggio delitizio-paludoso di grande interesse naturalistico. Il sistema di diramazioni fluviali che caratterizza il Delta del Po, e che rappresenta una delle zone umide più importanti d'Europa, ha nelle Valli di Comacchio la sua più suggestiva cartolina: isolotti collegati da ponti, case colorate e antichi casoni un tempo adibiti alla pesca delineano il quadro di un territorio sospeso fra terra e mare.
Testo di Marco Gottardi - Pubblicato il 13 agosto 2011
Crediti fotografici con licenza CC: Pramzan, Velvet
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