Distesa a mezza costa lungo il declivio del monte Subasio, Assisi è universalmente nota come la città natale di San Francesco, uno dei massimi interpreti del fervore religioso medievale. La sua straordinaria vicenda, umana e spirituale, ha finito col plasmare in modo sostanziale l'assetto di un piccolo centro umbro divenuto un'autentica città-santuario.
Sublime omaggio alla memoria del santo assisiate, nonché "riferimento fondamentale per la storia dell'arte in Europa e nel mondo" - secondo la definizione dell'Unesco -, la Basilica francescana si compone di due edifici sovrapposti: la Chiesa inferiore e la Chiesa superiore. Consacrato da Innocenzo IV nel 1253, il complesso fonde le forme semplici del Romanico umbro con le linee di un Gotico d'ascendenza francese. L'esaltazione della figura di San Francesco è affidata a una decorazione ad affresco senza eguali, alla quale parteciparono, fra XIII e XIV secolo, artisti ineguagliati come Cimabue, Giotto - autore del ciclo di 28 affreschi che narrano la Vita di San Francesco - Pietro Lorenzetti e Simone Martini. La Sala capitolare custodisce tesori non meno preziosi, ovvero le reliquie del santo: tonaca, sottotonaca e cappuccio, cilicio, il corno e la bacchetta donati a Francesco dal sultano d'Egitto e persino la chartula fratris Leonis, pergamena autografa.
Altra culla del francescanesimo è la cappella della Porziuncola, oggi inglobata nella basilica di Santa Maria degli Angeli, uno dei luoghi più amati dal santo, forse perché, come scrive Bonaventura da Bagnoregio nella Legenda maior, "erano frequenti le visite degli spiriti celesti". Questa semplice costruzione di sassi, oltre a costituire la principale dimora di San Francesco, è stata teatro di alcuni episodi fondamentali della biografia francescana: qui diede il saio a Santa Chiara, qui ottenne dalla Madonna l'indulgenza plenaria, qui, nel 1226, morì. Nel convento di San Damiano, invece, il crocifisso oggi custodito nella basilica di Santa Chiara parlò a Francesco rinsaldandone la vocazione, mentre nella vicina chiesa di Santa Maria di Rivotorto tradizione vuole che il santo assisiate abbia redatto la prima stesura della Regola. Alle pendici del colle San Rufino, all'interno del Parco del Monte Subasio, si incontra l'eremo delle Carceri, che sorge dove un tempo Francesco e compagni si ritiravano in preghiera: una chiesetta attorniata da grotte e da una fitta vegetazione, luogo storicamente adibito a esili eremitici e che ancora conserva il fascino di una spritualità scabra, profonda ed essenziale come quella predicata da San Francesco.
Testo di Guido Rende - Pubblicato il 10 agosto 2011
Crediti fotografici con licenza CC: Marco Crupi, Berthold Wernen
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