Parco con vista

Un balcone incontaminato che si affaccia sull'Adriatico

Incamminarsi fra i silenzi del bosco o passeggiare fra la macchia mediterranea avvolti dai profumi del finocchio selvatico e della violaciocca; osservare il volo regale del falco pellegrino o ammirare estasiati il frangersi del tramonto sulle spume del mare; addentrarsi fra grotte e spelonche intrise di leggenda o scoprire preziose testimonianze di un glorioso passato: questo universo di bellezze è il suggestivo palcoscenico offerto dal Parco Naturale del Conero.

Fra terra, mare e cielo

Istituito nel 1987, il parco sorto intorno al monte Conero è un libro naturale che racconta una storia lunga milioni di anni. Gli scenari che si offrono al visitatore, in un digradare che dalla fascia collinare passa per il promontorio e si tuffa a picco sul mare, fra scogli aguzzi e placidi orizzonti marini, custodiscono un patrimonio floro-faunistico di estrema ricchezza. I cieli sono solcati dalle trame del rondone, del falco pellegrino, dell'aquila, dell'airone e di altre 200 specie di uccelli fra stanziali, svernanti e migratrici. Fra i mammiferi che popolano l'area si segnalano la volpe, il tasso, la puzzola, il riccio e la donnola, con in più la presenza ormai stabile di cinghiali e caprioli.

Escursioni nel parco

Il modo migliore per visitare il parco è quello di mettersi in marcia - a piedi, in mountain-bike o a cavallo - lungo uno dei 18 sentieri dell'Area Protetta del Conero. Fra le escursioni possibili, le guide della Forestalp - che all'occorrenza accompagnano i visitatori - suggeriscono due itinerari. Il primo, denominato Grande anello del Conero, parte da Sirolo, borgo medievale alle pendici del monte Conero, risale le vecchie cave di pietra fino a raggiungere postazioni panoramiche di grande fascino, come il Pian Grande, il Pian di Raggetti e, sulla via del ritorno, la baia delle Due sorelle. L'Anello dei boschi del Conero, invece, si snoda fra conifere e latifoglie, fra boschi cedui di carpini e cespugli di macchia mediterranea, toccando punti di estremo interesse storico-naturalistico: il Pian Grande, balcone privilegiato per l'avvistamento di rapaci, la badia di San Pietro, chiesa romanica dell'XI secolo, le incisioni rupestri, e le Grotte romane, cave di pietra scavate dagli schiavi nel I secolo avanti Cristo.

Miti e leggende

Al Parco naturale del Conero non manca nemmeno una buona dose di mistero. Fra le tante leggende che animano i suoi luoghi, si narra, ad esempio, che il Pian Grande nasconda un inestimabile tesoro, che la baia delle Due sorelle fosse allietata dal canto di una sirena che seduceva i marinai di passaggio imprigionandoli all'interno della grotta degli Schiavi, che nella grotta del Mortarolo alcuni sassi disposti a formare una figura umana, se spostati forzatamente, tornino da soli nell'originaria posizione. Fino alla leggenda del buco del Diavolo - il cammino sotterraneo nei pressi di Camerano -, che condurrebbe a una stanza con altare dalla quale si uscirebbe soltanto indovinando il nome del demonio che la abita e scrivendolo sulla roccia con il proprio sangue.

Testo di Marco Gottardi - Pubblicato il 21 settembre 2011

Crediti fotografici: Archivio Comunale di Camerano, Ente Parco del Conero, Massimo Paolucci, Omnigraf, Paolo Zitti

 

 

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