Nel Basso ferrarese il Po ha tracciato nei secoli domini di paludi e d’acquitrini, traditi dalle vene principali del fiume, che pulsano oggi più a nord. Traditi anche dall’uomo, che con le pompe ha prosciugato queste antiche valli d’acqua, invase a ritmo alterno dal fiume e dal mare: l’immensa valle del Mezzano che non c’è più; le valli di Ostellato e di Comacchio, oggi separate da una vasta piana coltivata, due metri sotto gli argini dei canali che ne scolmano le acque.
Oltre Ostellato si stende il Mezzano, la più vasta area bonificata d’Europa. Un tempo era la parte occidentale delle Valli di Comacchio, formatasi tra il IX e il XV secolo a seguito dell’estinzione del Padoa, antico ramo principale del Po. Queste aree iniziarono ad abbassarsi per il naturale schiacciamento dei suoli sedimentari, non più compensato da apporti alluvionali, e furono invase dalle acque salse. Il precedente paesaggio di farnie e acquitrini d’acqua dolce si trasformò in una palude salmastra che raggiunse la massima estensione nel 1500, lambendo Ostellato e Portomaggiore. Gli Estensi ne bloccarono l’espansione costruendo un argine circondariale. Con l’invenzione dell’idrovora a vapore, a metà Ottocento, si mise mano alla bonifica ma gli interventi più importanti vennero avviati solo un secolo più tardi, tra il 1957 e il 1961, quando il Mezzano venne prosciugato e 18 mila ettari di nuova terra furono resi disponibili per le coltivazioni.
L’ultimo grande regno d’acqua sono le Valli di Comacchio, legate alla figura dei vallanti e alla tradizione della vallicoltura, ossia della pesca dell’anguilla. Comacchio, città d’acqua, è la capitale delle valli, si visita a piedi ma anche in barca, grazie alle associazioni volontarie che offrono escursioni gratuite sulle battane. Vicino all’antica pescheria, a due passi dai Trepponti, monumento simbolo di Comacchio, formato da cinque scalinate e da cinque archi a tutto sesto sotto cui scorrevano cinque canali (oggi ne restano tre), hanno inizio i suggestivi itinerari che si snodano attraverso i canali del centro storico. A nord di Comacchio, sulla strada Romea, una delle grandi vie della cristianità, sorge Pomposa, abbazia benedettina fondata su un’isola tra le acque, oggi arretrate di qualche chilometro. Il suo passato glorioso che vide il passaggio di papi e imperatori si specchia nello straordinario patrimonio di pietre antiche e di magnifici affreschi distribuiti tra la chiesa romanica con campanile, il monastero e il palazzo della Ragione. Ricca di palazzi, non di rado trasformati in preziosi musei, è Ferrara, la città più vicina al Delta, la cui visita non può mancare: una città straordinaria per i suoi monumenti ma soprattutto per il suo valore urbanistico.
Testo di Enrico Fumagalli - Pubblicato il 30 luglio 2010
Una perla architettonica del Rinascimento fra acqua e terra
Riscoprire la vera essenza della montagna, a un passo da Bolzano
Una piacevole realtà per impegni di lavoro e per il tempo libero