Dove batte un cuore puro

Un viaggio nei luoghi dell'intima religiosità trentina

Fassa e Fiemme sono due splendide valli trentine: luoghi ricchi di tradizione e panorami spettacolari, perfetto connubio tra meraviglie della natura e preziose opere create dall'uomo.

L'antico sentimento religioso della val di Fassa

La strada del vino e del sale, che nei secoli passati congiungeva il Trentino all’Alto Tirolo, comprendeva al suo interno la val di Fassa. Centinaia di commercianti sfilavano lungo i suoi sentieri, trascinando sogni, fortune e mercanzie, e certo non mancavano preghiere e voti per propiziare un viaggio sicuro. Se a questa “fede di passaggio” aggiungiamo poi la spiritualità connaturata nelle genti ladine di questa valle, non stupisce la forte presenza del sacro che vi si ritrova: dalle cittadine principali ai centri più piccoli è tutto un fiorire di capitelli, vie Crucis, edicole votive, chiese e persino affreschi dipinti dentro e fuori case e fienili. Temi ricorrenti sono quello della Madonna del Soccorso, assai diffuso nel XVII secolo dopo l’assedio di Vienna da parte dei Turchi, e quello di San Cristoforo, protettore dei viandanti. Tra gli affreschi più antichi vi sono quelli della chiesa di Campitello, databili attorno al 1370.

Preziosi capolavori d'arte sacra in val di Fiemme

Risale invece al XVIII secolo un notevole flusso artistico dalla vicina val di Fiemme, dove la differente cultura si accompagna a un analogo spirito devozionale. Numerosi anche qui i luoghi di culto, come l’antica pieve di Fiemme, a Cavalese, o la piccola e bella chiesetta di Santa Maria della neve, vicino a Predazzo, voluta e costruita dai contadini di Fiemme nel 1722 e divenuta in breve il santuario estivo dei contadini che falciavano il fieno sui prati di Bellamonte. Frutti dunque di una religiosità povera e autentica, che si perpetua ancora oggi. Nel centro di Moena, in piazza Battisti, merita senz’altro una visita la chiesa di San Vigilio, che ospita all’interno opere del pittore locale Valentino Rovisi e di altri artisti fiemmesi come Giuseppe Alberti – autore della bella pala dell’altare maggiore – o Antonio Longo. Originaria dell’XI secolo, la chiesa venne riedificata nel 1533 in stile gotico; nel XVI secolo fu modificata con la costruzione della cappella del Carmine e assunse l’aspetto odierno nel 1929, in seguito a un intervento di restauro e conservazione progettato dall’architetto Giovanni Tiella, il quale mantenne la parte gotica e l’abside primitiva che formano l’attuale presbiterio. Proprio a fianco della parrocchiale sorge poi la piccola chiesa di San Volfgango che, edificata nel 1025, è indicata come la più antica della cittadina: conserva affreschi del XV secolo e un pregevole soffitto ligneo di epoca barocca, opera di Giovanni Guadagnini. Da non perdere anche la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Predazzo, ricostruita tra il 1866 e il 1870 sulla preesistente struttura del XIII secolo e la chiesa di Sant’Antonio da Padova, a Molina di Fiemme, eretta presso la rupe del Crox del Cogl, che vanta un mirabile portone in rame sbalzato, realizzato da Fontana di Carano.


Testo di Valentina Maggi – Pubblicato il 31 maggio 2010

Crediti fotografici: Apt Val di Fassa, Apt Val di Fiemme

 

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