Bastano dieci minuti di cammino, abbandonando la strada e addentrandosi in uno fra gli infiniti sentieri d’alta quota, per sentire attorno a sé il miracolo della creazione. La Valle d’Aosta è una terra magica, multiforme, che si rinnova continuamente e che nella bella stagione si lascia scoprire volentieri da quei viandanti che siano disposti a mettere da parte per un po’ le abitudini della vita cittadina e a riscoprire il fascino di spostarsi con lo zaino sulle spalle, contando sull’ospitalità dei rifugi.
Queste strutture hanno ben poco a che vedere con l’idea del vecchio bivacco inaccessibile, ma sono luoghi sempre più confortevoli, con stanze allegre e accoglienti e una cura particolare per la cucina, che propone pietanze genuine il cui sapore non ha eguali, visto dove vengono preparate e gustate.
La sera, quando si cena guardando i profili delle montagne che spuntano da dietro le tende fiorate delle finestre, capita di incontrare anziani montanari che conoscono ogni segreto del luogo, ogni sentiero, ogni animale, e che volentieri condividono con gli ospiti la loro esperienza. Oltre che sulla loro affidabilità, in genere i turisti possono contare anche sul materiale che ogni rifugio mette a disposizione: cartine, mappe, sentieri consigliati, escursioni guidate, elenco delle manifestazioni e delle feste locali.
Quanto alla meta, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Innanzitutto va menzionata la valle del Gran San Bernardo, attraversata dalla Via Francigena, prima via di pellegrinaggio internazionale. In estate la zona pullula di manifestazioni, in genere a tema gastronomico: dalla festa dell’asino, a Ollomont, a quella della fontina, a Oyace, mentre a Valpelline si celebra la festa del borgo.
Nella valle omonima, sopra a Bionaz, a 2410 metri, sorge il rifugio Crête Sèche che prende il nome dalla cresta montuosa dalle guglie filiformi e dai torrioni diroccati.
Per i più romantici invece ideale è un fine settimana da trascorrere al rifugio Champillon, lungo la strada di Doues, paesino medievale che in estate celebra la festa della polenta. È un luogo eccellente per l’osservazione delle stelle: i gestori, a questo proposito, organizzano serate di osservazione della Via Lattea con cannocchiale.
Incontri ravvicinati con camosci e stambecchi si fanno infine nel Parco nazionale del Gran Paradiso, magnifico comprensorio naturale diviso tra Valle d’Aosta e Piemonte, dove ai boschi di conifere si alternano pacifici pascoli alpini. Vicino a Cogne, a Conca di Lauson, si trova il rifugio Sella, un edificio in muratura in parte ricavato niente di meno che dall’antica casa di caccia del re Vittorio Emanuele II.
Maggiori dettagli sui vari rifugi e bivacchi della regione si possono trovare all’indirizzo www.rifugivaldostani.it, sito dell’Associazione gestori rifugi alpini Valle d’Aosta.
Testo di Veronica Trevisan – Pubblicato il 18 febbraio 2010
Turismo dal sapore autentico nel verde paradiso della Vallée
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Un mare cobalto circonda la costa di Sorrento, patria delle Sirene
L'incantevole paradiso della perla dei laghi dolomitici