Ritrovare se stessi

Centri wellness tra i monti atesini con mille idee per il benessere

Acqua e fuoco. Freddo e caldo. Yin e yang. Le forze della natura si attraggono e si respingono. Le energie si incontrano e si scontrano. Finché trovano l’equilibrio, la pace e l’armonia. E poi si ricomincia daccapo, perché il ciclo della vita è dinamico e non conosce pause. L’importante è cercare, trovare e amare quel momento di rilassamento dove ci si sente cullare dal niente, abbandonati al ritmo del dolce pensare e sognare. E se facile è dirlo, altrettanto facile è farlo. Basta approfittare di qualche giorno di vacanza per volare via, verso il paradiso del benessere. Quello che ha ali d’angelo che accarezzano la pelle fra nuvolette di vapore, profumi e un piacevole tepore. E che si trova lassù, fra le montagne, dove l’aria è frizzante e dolcemente invitante.

Trattamenti innovativi e pratiche antiche

Tanto, in Alto Adige le possibilità di relax non mancano, visto che ogni albergo ha il proprio universo wellness, fitness e no stress. Ognuno con determinate caratteristiche. Perché non si può fare di ogni erba un fascio. Ma con le erbe si possono effettuare massaggi rigeneranti (all’arnica, alla melissa, al pino mugo sarentinese, al ginepro e alle erbe della val d’Ultimo e del Parco naturale Gruppo di Tessa) e distensivi bagni aromatici. E del fieno che dire? Che la versione essiccata dell’erba non è solo pastura da animali. Posizionato in sauna, favorisce il rilassamento dei muscoli della schiena; utilizzato a mo’ di bagno, riscalda, riattiva la circolazione, stimola il metabolismo e ha un’azione balsamica e disintossicante. Saggi esempi, questi, di impiego di prodotti autoctoni a vantaggio della salute. Ma non certo gli unici. Le beauty farm hanno saputo sfruttare al meglio i doni dei monti. Ecco allora le “immersioni” nella sabbia ricavata dall’erosione delle rocce delle Odle oppure nella soffice lana delle pecore della val Passiria; il massaggio alle pietre fredde del fiume Passirio e all’olio di oliva caldo del Castello di Trauttmansdorff, i bagni di malga al latte e miele, alla panna e al siero di latte, ideali per nutrire e levigare l’epidermide.

Le innumerevoli forme dell'acqua

Acqua, acqua e ancora acqua. Gelida, tiepida, elevata a vapore, ridotta in ghiaccio per tonificare la pelle o sublimata in neve. Sì, perché oggi, in una sala benessere, si può ricreare la caduta libera di fiocchi. Anche se la natura liquida ed eterea della più trasparente delle sostanze ha sempre la meglio. Basta contare le piscine per capirlo. Anche solo quelle che fanno parte dei cinque alberghi Dolce Vita, marchio che sigla lo star bene in val Venosta: tredici in tutto, fra in e outdoor, vasche idromassaggio e bagni turchi annessi e connessi. Senza dimenticare i percorsi Kneipp e le innumerevoli espressioni del caldo: dalla classica sauna finlandese a quella a infrarossi, non lesinando una capatina in quella tirolese, palese eredità della cultura alpina, con tanto di erbe, vapori e aghi di pino sparsi sul pavimento pronti a stimolare le zone riflessogene dei piedi.
E per coloro che volessero tornare al classico? Nulla di meglio di un bel bagno alle mele. Quelle della val Venosta, virtuose di vitamine, betacarotene, potassio, calcio e ferro. Un benessere a tuttotondo che ha un altro alleato speciale: il turgido acino. Sono infatti l’uva, il vino e i vinaccioli i protagonisti di tanti massaggi, peeling e bagni in molti beauty center altoatesini, contando sul fatto che la regione è attraversata dalla Weinstrasse, spina dorsale enoica che da Salorno arriva a Nalles toccando Bolzano.


Testo di Lucrezia De Marchi – Pubblicato il 18 febbraio 2010

Crediti fotografici: Dolce Vita Hotel - Alto Adige, Terme Merano, Südtirol Marketing

 

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