La culla della ladinità

Antichi valori rivivono nei musei e sulle tavole della val Badia

Arte e storia si intrecciano in una valle racchiusa tra passato e presente, tra valori antichi e turismo moderno, masi dove si raccontano ancora vecchie leggende e impianti da sci dove il divertimento è un must.

La cultura ladina: dalla lingua ai musei

Nei paesini della val Badia, circondati dal fascino delle montagne che si innalzano al cielo, lo spirito di attaccamento alla terra è vivissimo, il calore della gente è unico nel sorriso con cui accoglie i visitatori.
C’è qualcosa che lega queste persone: nella loro lingua si rivela l’essenza autentica di un angolo di mondo in cui l’uomo è ancora parte integrante della natura, un mondo in cui si parla ancora il ladino. Che non è solo un dialetto: qui, tra il profumo delle verdi vallate, questo linguaggio è parte di una tradizione forte che si tramanda di generazione in generazione. Le testimonianze di questa lingua e cultura si trovano nel Pic´ Museo Ladin di San Cassiano e nel Museum Ladin C´iastel de Tor a San Martino in Badia, città dove attraverso mostre e concerti si respira l’essenza di una popolazione che ama il ricordo. Il ladino è insegnato tra i banchi di scuola, parlato in televisione, scritto nei giornali, sopravvive ai neologismi di internet.

L'eccellenza in cucina

La lingua rappresenta una cultura, in cui arte e folclore, ma anche la cucina, sono parti integranti che continuano a sopravvivere. Quello che una volta era il menu dei contadini ora è riconosciuto come alta cucina, tanto che i ristoranti della zona sono segnalati nelle più celebri guide gastronomiche italiane. Dalla zuppa d’orzo (la panicia) ai ravioli (cajincì t’ega), dalle frittelle di marmellata al classico strudel di mele, le ricette sono parte di una realtà dalle radici profonde. Il luogo ideale dove degustare i piatti altoatesini, preparati con cibi poveri ma dal gusto ineguagliabile, e sorseggiare gli ottimi vini sono senza dubbio i masi, aziende a conduzione familiare, in cui riscoprire i sapori di una volta.


Testo di Laura Scarpa – Pubblicato il 18 febbraio 2010

Crediti fotografici: Archivio Museo Ladin, Consorzio turistico area vacanze Plan de Corones

 

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