A pochi chilometri dal capoluogo altoatesino si trovano due luoghi magici dove il caos della vita cittadina non ha diritto di entrare: l'altopiano del Renon e la val Sarentino, angoli d'eden dalla natura ancora incontaminata.
Il modo migliore per raggiungere il Renon? Semplice: con la funivia. Il nuovo impianto, inaugurato nella primavera del 2009, in soli 12 minuti, collega comodamente Bolzano a Soprabolzano.
Da qui, a bordo di un suggestivo trenino storico, si arriva fino a Collalbo, frazione del più grande comune di Renon, per immergersi nell’atmosfera fatata di quest’armonioso altopiano, un incantevole susseguirsi di prati e colline in cui la presenza dell’uomo interrompe con tocco gentile la soavità dei paesaggi, rendendolo destinazione prediletta di quanti sanno apprezzare il fascino delicato e puro dei luoghi di montagna. Non è un caso che anche Kafka, Freud e Filke abbiamo scelto il Renon per trascorrervi momenti di serenità e che ancora oggi sia ricercato tanto per gli scenari mozzafiato che per l'estrema tranquillità che sa offrire.
Una bellezza più selvaggia contraddistingue invece la val Sarentino, straordinaria vallata a mezzora da Bolzano, comodamente raggiungibile in autobus o in bicicletta, seguendo la ciclabile segnalata che dal capoluogo porta a Castel Roncolo, all’imbocco della valle, attraverso una gola panoramica. Attenta custode di valori altrove dimenticati, lontana dalla frenesia della quotidianità, questa terra ha saputo preservare la propria identità tramandando di generazione in generazione i mestieri di un tempo. Ecco allora che nei piccoli paesi della vallata, a cominciare da Sarentino, abili artigiani ancora praticano l’intaglio del legno, la tessitura artigianale, la fabbricazione manuale delle pipe e la lavorazione delle cinture con le rachidi di pavone.
Testo di Edoardo Bianconi – Pubblicato il 18 febbraio 2010
Crediti fotografici: BVD, Othmar Seehauser, Renon/BVD, Sarentino/BVD, Tappeiner, Tappeiner/BVD
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