Quando, nel 1953, Alberto Lattuada vi girò alcuni esterni del film La Spiaggia, Spotorno aveva già conosciuto la trasformazione da villaggio dedito alla pesca e al commercio marittimo a centro di villeggiatura. Con l'avvento del Novecento e lo sviluppo della rete ferroviaria, infatti, le spiagge spotornesi, un tempo frequentate soltanto da pescatori e costellate di cantieri navali, si animarono di turisti e tutto intorno sorsero hotel e stabilimenti balneari. La vicinanza al capoluogo savonese, la spiaggia di sabbia chiara baciata dal sole e una natura lussureggiante decretarono il successo di quest'angolo di Liguria, il cui fascino si è mantenuto intatto fino ai giorni nostri.
Una posizione privilegiata, nel cuore di una baia protetta dalle colline sovrastanti, e un mite clima costiero fanno di Spotorno una meta godibile in ogni stagione dell'anno. Tuttavia, è d'estate che il paese si anima di mille iniziative e l'ampia spiaggia, così come il lungomare, diventano i luoghi ideali per il relax e le passeggiate. Dolce far niente e attività fisica, spiaggia e natura, spettacoli, rassegne teatrali e musicali: Spotorno è in grado di offrire ai propri visitatori una vacanza a 360 gradi. Lambita da un mare cristallino, di fronte all'isola di Bergeggi, la costa sabbiosa si stende per chilometri tra punta del Vescovado e punta del Maiolo, alternando stabilimenti e spiagge libere. In un mondo sottomarino variegato e affascinante, gli amanti delle escursioni subacquee possono avventurarsi lungo ‘sentieri blu’ di diversa tipologia e difficoltà, mentre i numerosi impianti per attività sportive – sia indoor che outdoor – e i sentieri naturalistici tra uliveti, boschi di querce e pini fanno la felicità di chi, anche in vacanza, vuole mantenere i muscoli allenati.
"Spotorno, paesaggio dell'anima; cielo che a guardarlo si beve", scriveva il poeta Camillo Sbarbaro del paese che l'aveva accolto e per lungo tempo ospitato. La sua casa, segnalata da una targa alla memoria, si trova nel nucleo storico di Spotorno sviluppatosi, in epoche antichissime, lungo il percorso costiero. Passeggiando per i carruggi del borgo, tra le botteghe artigiane e le case dalle caratteristiche facciate colorate, si possono ammirare gli scorci e assaporare i profumi descritti dagli intellettuali che a Spotorno trovarono ospitalità e ispirazione, dedicandole pagine pregne d'amore: oltre al già citato Sbarbaro, la poetessa milanese Ada Negri e lo scrittore britannico David Herbert Lawrence. Nel centro storico, merita sicuramente una visita la chiesa della Santissima Annunziata: rinnovata nel corso del Seicento in chiave barocca, custodisce al suo interno tele secentesche di scuola genovese. Del trecentesco Castello, che un tempo dominava e proteggeva il borgo, restano invece soltanto le rovine e le due torri di avvistamento, antichi baluardi contro gli attacchi dei pirati saraceni.
Testo di Francesca de Facci – Pubblicato il 27 ottobre 2011
Crediti fotografici con licenza CC: Axell, Davide Papalini, Nuccia-Isalei, Pablocanateam
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