Favola nel blu

Natura incontaminata e racconti mitici tra parchi e riserve marine

Gli ingredienti ci sono tutti: mare di cristallo, baie paradisiache, fondali popolati da meravigliose creature marine, scogli insidiosi e misteriosi relitti, capricci del vento, profumo di mirto selvatico… Quale miglior scenario potrebbero trovare racconti, leggende e miti se non quel tratto di costa settentrionale sarda che comprende l'arcipelago di Tavolara e Molara e quello della Maddalena?

Area marina protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo

Il viaggio tra le leggende ambientate in questi fragili ecosistemi inizia dall’isola di Tavolara, oggi parte dell’Area marina protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo. Si narra che l’isola fosse abitata dalle “capre dai denti d’oro” – specie selvatica dalla dentatura resa giallastra dall’erba di elicriso –, tant’è vero che il principe Carlo Alberto di Savoia approdò realmente sull’isola nell’intento di cacciare le mitiche prede. È certo che fino agli anni Settanta le coste dell’isola fossero invece abitate dalla foca monaca, che si riproduceva presso la Grotta del papa. L’ente di gestione e le guide autorizzate propongono visite naturalistiche guidate e immersioni tra gorgonie gialle, cernie, Astree e stelle rosse che fanno capolino tra i blocchi di calcare. Diversamente da Tavolara, Molara offre facili approdi ed è ricoperta da una rigogliosa vegetazione, mentre Molarotto è popolata da marangoni dal ciuffo e gabbiani reali. Sulla costa, ai piedi del monte Pedrosu, si può ammirare la famosa roccia della Tartaruga, abbracciata da una spiaggia rosata. Un vero eden, infine, la spiaggia bianchissima di La Cinta, che apre le porte alle baie della Costa Smeralda.

Parco nazionale dell'Arcipelago della Maddalena

Salendo più a nord, dove il cielo si fonde con il mare, l’Arcipelago della Maddalena è uno scrigno di miti, storia e tesori sommersi. Le sue acque, infatti, sono cosparse di relitti antichissimi e resti archeologici, come testimonia il notevole Museo archeologico navale. E la ‘prova’ che queste acque fossero solcate in tempi lontanissimi viene fornita da Ulisse che, per bocca di Omero, descrive capo d’Orso e un golfo ben riparato dal vento tra la costa e due isole. L’arcipelago, con le sue sei perle maggiori e decine di isolotti, è il primo parco nazionale istituito in Sardegna ed è raggiungibile da Palau. Oltre all’intramontabile Spiaggia rosa di Budelli, si possono scoprire i sentieri di archeologia subacquea, i sentieri naturalistici e le antiche fortificazioni. La vicina Caprera ospita la casa in cui Garibaldi si ritirò nei suoi ultimi anni – ora museo nazionale – il centro di ricerca delfini e il prestigioso Centro velico, la più grande scuola di vela del Mediterraneo.


Testo di Emanuela Peruzzo e Katiuscia Magliarisi – Pubblicato il 18 febbraio 2010

 

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