L'acqua, l’aria, la pietra. Gli elementi naturali in Costiera Amalfitana sembrano uniti da un’armonia che cattura chi li guarda. Suoni, profumi e colori s’intrecciano come uniti da un’intenzione precisa, dall’idea di un artista; pennellate di candide rocce si fondono con la luminosità azzurra del cielo, mentre le trasparenze marine ridisegnano in forme bizzarre e cangianti le sagome della vegetazione mediterranea.
Amalfi, la prima Repubblica marinara d’Italia, teatro di scambi e di commerci con altre culture ed economie del Mediterraneo, è una perla sospesa fra cielo e mare. Nel suo labirinto di case bianche, custodisce tesori architettonici come il Duomo, che risale al IX secolo e che è stato poi ricostruito nel Duecento, e il chiostro del Paradiso, antico cimitero dalle forme arabeggianti, dove erano sepolti i personaggi più illustri. Amalfi è celebre per la lavorazione a mano della carta, prodotta macerando cotone e cellulosa, seguendo una tecnica di mille anni fa. Il Museo della carta conserva alcuni macchinari d’epoca medievale usati per la produzione di questo materiale.
Seguendo il richiamo del mare si raggiunge Ravello, giardino a terrazze sospeso a 350 metri d’altezza, altra testimonianza della ricchezza derivata dagli scambi commerciali con le civiltà orientali e la Sicilia. Balconcini, guglie, colonnine e arcate impreziosiscono questo borgo, evocando suggestioni di paesi lontani. La bellezza del luogo seppe sedurre anche Richard Wagner, che fu ispirato per la composizione del Parsifal dai giardini di villa Rufolo. Questa dimora principesca fu costruita tra il 1270 e il 1280 da una famiglia di mercanti che aveva dato vita, in epoca normanna, a ricchi commerci nel Mediterraneo. Altre meraviglie architettoniche sono villa Cimbrone, dimora nobiliare che offre una visuale di tutto il golfo di Salerno, e il Duomo romanico, con il suo splendido campanile duecentesco. Dedicato a San Pantaleone, sorge in piazza Vescovado e all’interno cela un ambone di derivazione bizantina rivestito di preziosi mosaici.
Ravello è celebre anche per la lavorazione del corallo, il cui commercio era diffuso già ai tempi dell’antica Repubblica di Amalfi. A testimoniare la ricchezza di questa attività, ancora diffusa, è il Museo del corallo, che raccoglie oltre seicento opere realizzate con il prezioso materiale: dalle madreperle d’epoca romana, ai presepi del Settecento napoletano.
Non si può tornare a casa senza acquistare un monile in corallo, ma anche un souvenir di ceramica. Anche se la patria della ceramica artigianale è la vicina Vietri, si trovano numerose botteghe anche a Ravello. I colori dei manufatti richiamano quelli della natura: il verde del mare, il giallo dei limoni, l’azzurro del cielo. Un altro omaggio dell’uomo allo splendore del suo territorio.
Testo di Veronica Trevisan – Pubblicato il 18 febbraio 2010
Crediti fotografici: Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Ravello, Hotel Covo dei Saraceni, Museo del corallo
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