La storia moderna di Capri comincia con la riscoperta della celebre Grotta Azzurra, ben nota agli abitanti del luogo e agli altri illustri abitatori dell’isola come l’imperatore romano Tiberio, ma che suscitò l’entusiasmo del poeta tedesco Kopsch all’inizio dell’800. Il passaparola agì in fretta: Capri divenne meta di intellettuali ed eccentrici, che si riunivano soprattutto all’hotel Pagano, dove conducevano uno stile di vita tra il selvaggio e il raffinato.
Neruda, Sartre, Wilde, Conrad: tutti celebri scrittori ospiti dell’isola che nel corso degli anni hanno ceduto il passo alle stelle del cinema come Rita Hayworth e Ingrid Bergman. Eppure la mitica Piazzetta di Capri, sinonimo di turismo glam e paparazzi, non ha smesso di attirare ospiti stravaganti e avventurosi: Alberto Savinio, geniale scrittore fratello del pittore Giorgio De Chirico, ha raccontato la sua Capri, in un viaggio alla ricerca di prospettive insolite. Seguendo il suo tour alternativo ci si potrebbe avviare in una passeggiata serale alla volta di Anacapri, e finire con una visita alla Grotta Azzurra il giorno dopo.
Eppure c’è ancora un’altra Capri da scoprire, né mondana né avventurosa. In un bellissimo racconto dei Sillabari Goffredo Parise racconta della prima, struggente estate di due giovani sposi, dove l’isola diventa simbolo e sfondo ideale dei piaceri più puri, intensi e immediati. Per vivere tutta la sensualità e la magia dell’estate non c’è niente di meglio che seguire il programma dei due protagonisti: una passeggiata sulla strada panoramica di Tragara, poi una nuotata all’ombra dei Faraglioni e infine concedersi una cena a base di aragosta e cozze al pepe in uno dei tipici ristoranti sul mare.
Testo di Sara Tosetto – Pubblicato il 18 febbraio 2010
La cultura culinaria caprese risale ai tempi degli antichi Romani
Simboli e misteri di un gioiello del Rinascimento emiliano
Il festival del cinema trasforma Locarno in un palcoscenico all'aper...