Nei giardini sommersi, tra gorgonie variopinte e prati di posidonia, sinuose sirene intrecciano ghirlande di stelle marine e spariscono tra i flutti appena il tenue rosa dell’alba colora il cielo. La brezza disperde l’eco di un canto ammaliatore e le onde orlano la sabbia con piccole perle di schiuma iridescenti. In Sardegna, il sogno a occhi aperti prosegue mentre i primi tiepidi raggi accarezzano candide spiagge e verdi pinete, piccole insenature, falesie e grotte scolpite dal mare.
È l’incantevole Riviera del Corallo, sul litorale nord-occidentale dell’isola, dove il prezioso oro rosso colora i fondali e impreziosisce le vetrine delle gioiellerie. Il sole splende sul lido di San Giovanni e la spiaggia di Maria Pia, accompagna i viaggiatori fino all’ingresso delle Grotte di Nettuno e nelle gite a cavallo alla scoperta della regione, dove la macchia mediterranea protegge varie specie animali profumandosi di ginepro e ginestra, e la fertile Nurra pianeggiante circonda Alghero di vigne, alberi da frutta e uliveti secolari. Civiltà primitive, incursioni di pirati e dominazioni hanno lasciato segni indelebili in città. Gli aragonesi, ad esempio, hanno influenzato la lingua, le tradizioni e la cultura della “piccola Barcellona”, un legame che si scopre nell’architettura del Quartiere Gotico (palau Reial, palazzo Machin) e si rinnova nelle opere e nelle nuove ramblas dell’architetto catalano Joan Bousquet.
Anche la genuina cucina algherese, che si accompagna con il vino rosso Cannonau, inserisce il sapore spagnolo dell’aragosta alla catalana tra gusti del mare, prodotti del territorio e della pastorizia. E ancora: bottarga, capunara di crostacei e spaghetti ai ricci di mare sono i piatti della tradizione, con i formaggi (pecorino e fiore sardo) e gli arrosti di agnello, capretto e porcetto (maialino da latte aromatizzato con il mirto) cotti su profumati legni di leccio, lentischio e corbezzolo. Limoncello e mirto fresco accompagnano papassinos (biscotti di mandorle e uva sultanina) e seadas (focaccine fritte ripiene di formaggio servite con il miele).
I dintorni di Alghero conservano i resti di civiltà primordiali intorno al nuraghe Primavera e nella necropoli di Anghelu Ruju, lungo la strada per Porto Torres che entra nel territorio sassarese, ricco di tesori artistici e naturali. Il paesaggio dove nidificano fenicotteri e aironi appare verde e rigoglioso ma, a tratti, lascia spazio a un ambiente aspro e selvaggio. Gli antichi nuraghi, le tombe neolitiche domus de janas (case delle fate), i resti romani e medievali affascinano quanto le romantiche calette al riparo dal vento, le scogliere a picco sul mare e le rinomate lunghe spiagge dalle acque cristalline: Platamona, Balai (Porto Torres) e la Pelosa presso Stintino.
Testo di Claudia Ferronato - Pubblicato il 22 aprile 2010
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