Una carpa al giorno

I segreti della pesca della carpa lungo le rive del Trasimeno

Come è ormai noto, grazie anche al film L’attimo fuggente che la rese celebre, l’espressione latina carpe diem significa “cogli l’attimo”. A meno che non si stia parlando con un appassionato di carpfishing, letteralmente “pesca della carpa”, che tradurrà allora le due parole a orecchio, confessando che “una carpa al giorno” è quanto di meglio si possa sperare. Se poi il pescatore interpellato vive sul lago Trasimeno, c’è la possibilità che il suo sogno si realizzi.

La carpa regina, di nome e di fatto

Il vasto bacino infatti, il più grande dell’Umbria, con le sue acque poco profonde e ricche di piante acquatiche è habitat ideale per varie specie di cyprinus carpio, tra cui la più diffusa, la carpa regina, trionfa anche sulle tavole regionali, soprattutto preparata “in porchetta”, ovvero cotta e aromatizzata come avviene per il maiale. Lungo le sponde del lago è possibile pescare begli esemplari di molti chili di peso più o meno tutto l’anno, eccetto che nel periodo della riproduzione, in cui la pesca è vietata. Basta tenere a mente che le carpe non amano il freddo: nei mesi invernali le si può quindi trovare nascoste nelle acque più profonde, dove la temperatura è meno rigida, mentre in primavera ed estate risalgono verso la superficie.

Il Museo della pesca

In una zona come quella del Trasimeno l’economia è sempre gravitata attorno all’attività della pesca e alle mille astuzie che l’uomo ha saputo mettere in atto per portare a casa anguille, carpe, tinche e lucci. Pare che le diverse tecniche di pesca inventate negli anni siano 44, o almeno così testimoniano i materiali archeologici, gli incartamenti, le tradizioni orali e i riferimenti letterari documentati presso il Museo della pesca, che in quattro sale densissime di informazioni mostra anche le imbarcazioni utilizzate e le tecniche di remata.

Le diverse tecniche di pesca della carpa

Attualmente le tecniche di pesca utilizzate sono essenzialmente tre. Diffusa soprattutto tra i pescatori anziani, la pesca a fondo è senz’altro la più praticata in passato: si tratta di una tecnica d’attesa, dove il fattore tempo è determinante, con un rendimento piuttosto basso ma un fascino indubbio. La pesca con il galleggiante, invece, viene effettuata con lenze molto lunghe, che consentono di raggiungere anche i luoghi più difficili, come i canneti. Il sistema più moderno di pesca alla carpa è oggi il carpfishing, che conta un numero sempre maggiore di appassionati. Viene praticato utilizzando delle batterie di canne innestate nel terreno e particolari esche, dette boile, la cui conformazione e la cui posizione rispetto all’amo fanno sì che siano solo i pesci più grossi ad abboccare e rendono meno cruenta la fase di estrazione dell’amo dalla bocca dell’animale.


Testo di Elisabetta Fantini – Pubblicato l'8 luglio 2011

 

Appunti di Viaggio

Inserisci tu il primo Appunto di Viaggio!

 

Per inserire i tuoi Appunti di Viaggio » Registrati

 
 

Indirizzi consigliati

DOVE DORMIRE

DOVE MANGIARE

SOSTE GOLOSE

VINI E CANTINE

BY NIGHT

BENESSERE E BELLEZZA

 
 

Fotogallery