Si può prendere il largo da un pontile, meglio se privato, e farsi direzionare dall’esplosione di colori della costa, oppure aggirarsi all’interno dei giardini che, insieme alle loro blasonate residenze, fanno la fama del lago di Como: in ambo i casi, la fioritura primaverile è un fenomeno di imperdibile bellezza che da solo giustifica un itinerario tra le celebri ville del triangolo lariano, delimitato dai due rami del lago e a cui fanno da ideali punti cardinali Bellagio, Como e Lecco, senza scordare i gioielli rivieraschi sfoggiati dalla Brianza lecchese e dalla Bassa Comasca.
Se l’inseguimento di più o meno esotiche sequenze olfattive e l’estetica delle variopinte geometrie disegnate da rododendri e azalee rientra tra i motivi del viaggio, villa Carlotta di Tramezzo, trasformata in autentico tempio botanico da Giorgio II, duca di Sachsen-Meiningen, non può che costituire una tappa obbligata. Le grazie romantiche del suo giardino s’inseriscono con prepotenza tra i protagonisti dell’Ottocento lombardo, come testimoniano capolavori neoclassici come le tele di Hayez e le sculture del Canova. A comporre la nobile schiera è anche villa Monastero di Varenna, antico convento cistercense divenuto dimora patrizia e centro convegni di fama internazionale, dove l’eclettismo, espresso da elementi barocchi e moreschi, sparge i segni architettonici anche in giardino, accrescendo la sensazione di bussare alle porte di un raffinato paradiso terrestre.
Assegnare lo scettro del panorama più imperdibile può apparire impresa folle, visto che qui è tutto un gareggiare di fastose balaustre e rimandi visivi tra scorci che, tradizionalmente, turbano i sonni delle aspiranti sposine alla ricerca della perfetta location. Villa Serbelloni a Bellagio ha certamente, in ogni caso, le sue belle carte da giocare, visto che dal giardino, aperto al pubblico in occasione di visite guidate, si abbraccia una visuale che ingloba i due rami del lago e le Prealpi: per scoprirla, basta raggiungere la fortificazione del promontorio, occupato quasi per intero da 18 chilometri di viali, terrazzamenti e verdi scenografie. Sempre a Bellagio sono visitabili i giardini di villa Melzi d’Eril, monumento nazionale la cui orangerie si è fatta museo e dove il gruppo marmoreo di Dante e Beatrice pare aver ispirato a Liszt la Sonata a Dante. Colta nel suo elegante protendersi dal promontorio di Lenno verso il lago, villa del Balbianello ricambia lo sguardo dell’isola Comacina con un giardino a terrazze e un’incantevole loggia a tre arcate dall’incanto indimenticabile.
Testo di Federico Attombri - Pubblicato l'11 ottobre 2011
Crediti fotografici: Archivio fotografico Provincia di Lecco
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