Il lago da bere

Da secoli risorsa idrica di Roma, oggi suggestivo parco naturale

Secondo lago del Lazio e ottavo d’Italia per superficie, il lago di Bracciano occupa una conca di origine vulcanica nel nord della provincia di Roma. Grazie alla breve distanza dalla Capitale e all’estrema limpidezza delle sue acque, questo bacino ha da sempre rappresentato una fondamentale risorsa idrica per Roma, tanto da fargli guadagnare il lusinghiero appellativo di ‘lago da bere’.

Orizzonti sospesi terra e acqua

Nonostante un’intensa urbanizzazione che ha in parte compromesso l’integrità ambientale della zona, il territorio del lago, a cavallo tra le province di Roma e Viterbo, nel 1999 è stato dichiarato area protetta con la denominazione di Parco naturale regionale di Bracciano Martignano, che comprende, come dice il nome stesso, anche il piccolo e vicinissimo lago di Martignano. Totalmente interdetto alle imbarcazioni a motore, a eccezione del battello che collega i principali centri lacustri, e circondato da olivi, castagni e ampi lembi di foresta riparia, il lago di Bracciano conserva il tipico fascino degli ambienti sospesi tra acqua e terra.

Bracciano, perla lacustre

Lungo i 32 chilometri di perimetro pressoché circolare dello specchio d’acqua, sorgono tre insediamenti principali e alcuni centri minori: un ipotetico giro del lago – particolarmente indicato per gli scorci paesaggistici che la zona regala in abbondanza e per un patrimonio artistico e archeologico di grande interesse – non può che cominciare da Bracciano, la bella cittadina che dà nome al lago. Se il centro dell’abitato è piazza Primo Maggio 1945, l’attrattiva principale dell’insediamento è senza dubbio l’imponente castello Orsini, fatto erigere da Napoleone Orsini nella seconda metà del Quattocento. Ben conservato tanto nella struttura esterna che interna – con saloni riccamente affrescati, soffitti lignei di grande pregio e parte del lussuoso arredamento ancora preservato –, il maniero offre una strepitosa vista panoramica sul lago, sui monti Sabini e il monte Soratte, godibile dalle torri che scandiscono il cammino di ronda.

Trevignano Romano e Anguillara Sabazia

Percorsi una decina di chilometri tra gli ulivi si arriva a Trevignano Romano, raccolto intorno a una rupe dominata dalle rovine del castello degli Orsini e il cui toponimo latino, Sabatia, si ritrova dell’antica denominazione del lago, originariamente chiamato lago Sabatino. L’antica frequentazione etrusca del borgo è attestata dai molti ritrovamenti di oggetti e ornamenti contenuti nelle tombe scoperte in località Olivetello, oggi esposti nell’interessante Antiquarium cittadino.
E il nome degli Orsini ritorna anche nella terza località rivierasca, Anguillara Sabazia, a lungo feudo della famiglia romana, e dalla cui centralissima piazza del Comune si gode di un bellissimo colpo d’occhio sul lago.


Testo di Marina Mion – Pubblicato il 27 ottobre 2011

Crediti fotografici con licenza CC: Birnardo; competerjoe; Nick Peters1; Rabe!; silent stereo; Truus, Bob & Jan too!; Valentina_A

 

 

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