Il lago degli Etruschi

Un tuffo nell’archeotrekking e nella selvaggia bellezza lacustre

Un’iridescente porta d’accesso alla Tuscia romana, situata proprio al crocevia tra Lazio, Umbria e Toscana: così, cinto dai monti Volsinii e adagiato nella principale caldera del rispettivo complesso vulcanico, appare il lago di Bolsena, specie per chi lo osserva da Montefiascone. Da qui, la panoramica del lago vulcanico più grande d’Europa è completa e si estende ad abbracciare mar Tirreno, Maremma, rilievi umbri, monti Cimini e monti della Tolfa, custodendo dentro di sé l’ultimo capitolo dell’attività eruttiva locale, le splendide isole di Bisentina e Martana. Quasi completamente balneabile, è tra i laghi più puliti d’Europa, con un clima di estrema mitezza, tranne nei brevissimi periodi in cui imperversa la tramontana: sembrerebbe quasi di stare in spiaggia, non fosse che l’umore del lago è mutevole, come insegna il fenomeno delle sesse, maree che d’improvviso possono variare il livello delle sue acque.

Vulcanico splendore

Acque ideali per praticare il carp fishing o, perché no, immergersi alla scoperta dei siti archeologici subacquei, che qui non mancano visto il passato avvicendarsi della civiltà villanoviana, etrusca e romana, alla base di un’attrazione culturale che può contare anche sul fascino dei borghi di struttura medievale, com’è il caso di Grotte di Castro o Valentano, paese scolpito nel tufo, tra gli ‘arredi’ più tipici della caldera insieme a colate di lava e conchiglie fossili. Un pezzo di storia lo racconta anche Capodimonte, antico borgo in cui si concentrano importanti lasciti di epoca farnesiana, in particolare l’imponente Rocca Farnese. Incamminandosi sul promontorio di Bisenzio si intrecciano itinerario archeologico e naturalistico, mentre il tour in barca schiude gli anfratti più suggestivi dell’incontaminata isola di Bisentina o lo spettacolo dell’atollo di Martana, metà emersa di un cratere sprofondato a forma di mezzaluna.

Tutti i volti di una scoperta

Di fronte alla piccola isola il centro di Marta, vivace porto di pescatori, ospita una delle più caratteristiche manifestazioni dei dintorni, la Festa delle Passate o, in gergo, Barabbata: rappresentazione di arti e mestieri che vede sfilare Casenghi, Bifolchi, Portaspese, Villani, Pastori e Pescatori, questi ultimi recanti in processione barche tradizionali cariche di pesci di lago, nella versione reale protagoniste anche di un tradizionale palio storico. A fare la gioia dei birdwatcher – un po’ meno dei pescatori - è la ricca fauna capeggiata dagli uccelli acquatici, come il nibbio bruno: con un po’ di fortuna è possibile coglierlo nell’atto di perlustrare il lago a pelo d’acqua, alla ricerca di prede da ghermire in volo. Riserve naturali e spunti per l’archeotrekking si moltiplicano nei dintorni: saltando a bordo di un fuoristrada si può esplorare l’entroterra puntando, ad esempio, verso la Selva del Lamone o la Riserva del monte Rumeno: le proposte eccellenti per il trekking includono la storica Via Francigena o i mitici sentieri percorsi dai briganti della Maremma.


Testo di Laura Guerra - Pubblicato il 13 ottobre 2011

Crediti fotografici: Air Force One, Federì, Jim Linwood, MakeNmakE, Minipixel, Moedermens, Yakanama

 

 

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