L'antica Repubblica

La secolare vicenda di una piccola e coraggiosa perla appenninica

L'Unesco considera San Marino "una tappa importante dello sviluppo dei modelli democratici in Europa e in tutto il mondo" e una "testimonianza eccezionale di una tradizione culturale vivente che perdura da settecento anni"; Lincoln riconosceva come lo stato sammarinese fosse "uno dei più onorati di tutta la storia"; papa Pio II e Napoleone elargirono doni alla piccola repubblica, i malvagi si piegarono alla sua pervicacia difensiva e i perseguitati, grandi e piccoli, vi trovarono rifugio: la storia di San Marino è una delle vicende più antiche e significative che si ritrovi fra le pagine del millenario memoriale europeo.

Sul crinale delle torri

La Repubblica di San Marino nasce ufficialmente nel 1253, quando la nuova forma di governo soppianta l'istituzione comunale. Sebbene i primi insediamenti documentati risalgano al 301, quando Marino, santo di origine dalmata, giunse fra queste terre, sono i monumenti dell'epoca medievale a fungere da attrattiva simbolo della piccola enclave, con le tre torri che ancora si ergono orgogliose a baluardo della città. La più antica e la più grande è la torre Guaita, risalente all'XI secolo. Caratterizzata da una doppia cinta muraria, accoglie la Torre campanaria e la Torre della penna. La prima, eretta nel XVI secolo, è l'emblema stesso della comunità sammarinese, dal momento che, in tempo di guerra, ai rintocchi del ‘campanone’ i cittadini si univano in difesa della propria terra. Quella della penna, a base pentagonale, fungeva invece da torre di guardia; ricostruita nella seconda metà del XV secolo, concede allo sguardo una splendida veduta d'insieme sul territorio circostante, con le imponenti mura del castello della seconda torre che si stagliano sull'azzurro del cielo. La rocca Cesta svetta dalla sommità del monte Titano, a metà del suggestivo percorso panoramico che, lungo il crinale montuoso, unisce le tre torri. Il mastio conserva i tratti caratteristici della fortificazione medievale, con le caditoie e le balestriere, e al suo interno è ospitato il Museo delle Armi antiche. La terza torre, detta Montale, svolse un ruolo fondamentale nelle lotte contro i Malatesta; visitabile solo esternamente, merita di essere raggiunta per l'emozionante paesaggio offerto dalla posizione panoramica.

Un pubblico tesoro

Salendo sul campanile della prima torre si può avere un osservatorio privilegiato per gustare da una prospettiva intrigante la sagoma del Palazzo pubblico. L'edificio, innalzato fra il 1884 e il 1894 sull'antica sede della Domus magna comunis, risalente alla fine del XIV secolo, esibisce tre grandi aperture ogivali sulla facciata sovrastata dalla torre merlata dell'orologio, dove campeggiano gli stemmi delle più importanti casate italiane. Una parte del vecchio palazzo si può ancora ammirare nel meraviglioso stemma barocco della Repubblica, fregio in pietra arenaria che si affianca al busto bronzeo del poeta Giosuè Carducci, che nel 1894 inaugurò il nuovo palazzo con una solenne orazione.


Testo di Marco Gottardi – Pubblicato il 3 agosto 2010

Crediti fotografici: Ufficio di Stato per il Turismo di San Marino

 

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