Il Centro Studi per la Val di Sole, associazione senza scopo di lucro fondata nel 1967, è oggi un'importante realtà culturale del comprensorio solandro: pubblicazioni, incontri e gestione di istituzioni archivistiche e museali sono gli strumenti principali attraverso i quali il centro mira a conservare, valorizzare e tramandare gli usi e i costumi della val di Sole. Fra le varie attività si è aggiunto, nel 1980, il Museo della Civiltà Solandra di Malè.
Le antiche abitudini sociali della valle, in piccola parte vive tuttora, sono al centro della mise-en-scène di un museo che si propone come vivida testimonianza di un passato non troppo lontano. Si parte dalla realtà quotidiana: la casa. La ricostruzione che accoglie i visitatori immerge in un'atmosfera d'altri tempi, quando la famiglia si radunava attorno al focolare della cucina per il filò, ossia per raccontarsi qualche vecchia storia. Gli utensili d'uso quotidiano campeggiano in bellavista sulle pareti e sui tavoli, mentre semplici arredi in legno completano questa realistica scenografia. La camera da letto, detta anche stua, è riproposta nella sua originale essenzialità, con la stufa a olle e i lumini a olio, con le pareti ricoperte di legno e il grande letto con sovracoperta a ferri dell'Ottocento, sufficientemente alto per farvi passare sotto il lettino a carriola per i bambini. Le pareti accolgono il cassettone per la biancheria, il vecchio canapè, il lavamano, lo scaldaletto a brace, il tavolo e la macchina per cucire, mentre una serie di piccoli oggetti oggetti di devozione costituisce il sacrario della famiglia.
Un'importante sezione del museo è dedicata all'artigianato, con gli antichi mestieri illustrati attraverso una sapiente esposizione di attrezzi da lavoro dislocati in ambienti che rievocano la bottega del calzolaio, del ramaio, del fabbro, del falegname, del sellaio e del tappezziere. Sono queste le occupazioni che costituivano un asse portante dell'economia valliva, quei lavori che si intrecciavano e si interfacciavano con la vita quotidiana delle famiglie: il calzolaio confezionava calzature da lavoro e aggiustava le vecchie, il ramaio realizzava e riparava utensili casalinghi come pentole, paioli, secchi e casseruole, il falegname creava serramenti, intelaiature e sculture per la casa, mentre il fabbro era l'artigiano più eteroforme, in grado di ferrare gli animali e di fabbricare gli oggetti più disparati per la vita quotidiana e per il lavoro nei campi. Da apprezzare, infine, anche la raccolta di lampade, quella di stadere e bilance e la collezione di oggetti inerenti il mondo del grano.
Info:
Museo della Civiltà Solandra
via Trento - Malè (TN) – tel. +39 0463 901780
federicacostanzi@tin.it
www.centrostudivaldisole.it
Testo di Marco Gottardi - Pubblicato il 17 febbraio 2011
Crediti fotografici: Centro Studi per la Val di Sole
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