Pochi altri simboli, come il presepe, sanno incarnare quell’idea di amore universale e calore di cui il Natale è portatore, valori capaci di unire milioni di persone in un’unica volontà, quella di far festa e stare bene insieme. Ma il presepio, oltre che manifestazione di un’esigenza spirituale personale, è anche espressione tangibile della creatività e delle abilità artigianali di chi lo crea e costruisce, entrando così a buona ragione nella sfera dell’arte e delle tradizioni proprie di un territorio.
E se il contesto in cui si inserisce è una terra così ricca di credenze, usanze e antiche pratiche come il Friuli-Venezia Giulia, allora la rappresentazione della natività diventa un pretesto per scoprire e indagare l’anima di un territorio, specie nel periodo natalizio, quando alle tradizioni religiose si unisce l’allegro folclore dei mercatini dell’Avvento. Per questo l’Associazione regionale delle Pro Loco organizza da un paio d’anni Giro Presepi, un’apprezzata iniziativa che offre l’opportunità di visitare oltre 1.000 presepi situati in tutto il Friuli-Venezia Giulia. Attraverso numerosi itinerari, suddivisi per provincia, è possibile andare alla scoperta dei più bei presepi della regione, appoggiandosi anche a tour organizzati in pullman o servendosi di un’apposita guida distribuita gratuitamente in tutti gli uffici regionali turistici e nelle località dei presepi.
Il circuito, al quale aderiscono oltre cento comuni friulani, raccoglie le più svariate tipologie di presepe: si va dai più classici presepi nelle chiese ai presepi monumentali, dalle rassegne di presepi alle rappresentazioni più originali della Natività come i presepi viventi, subacquei o quelli napoletani.
A questi bisogna aggiungere gli esempi più umili di arte popolare: a Sauris, tra gli incantati monti della Carnia, oltre ai presepi allestiti nelle chiese cittadine si possono ammirare quelli che molte famiglie costruiscono all’esterno delle case o delle stalle utilizzando materie prime raccolte nei boschi, oggetti di utilizzo quotidiano e talvolta anche stoffe di produzione locale. La natività viene accolta all’interno di umili ceste e gerle o tra le cataste di legna, sincero omaggio popolare al Bambino nascente. O ancora, tra le montagne pordenonesi, il caso di Poffabro, cittadina che già da sola varrebbe una visita – non a caso è annoverata tra i Borghi più belli d’Italia – e che nel periodo natalizio si trasforma in vero e proprio presepe nel presepe. Finestre, ballatoi, fienili e cortili accolgono la nascita di Gesù sotto forma di piccole opere d’arte, arricchite da composizioni di fiori e frutta, autentica e discreta testimonianza dell’intima e profonda sacralità di queste terre.
Testo di Marta Zamberlan – Pubblicato il 18 febbraio 2010
Crediti fotografici: Studio Agorà
Solo le grappe più pregiate nascono ancora secondo tradizione
Le cangianti rovine di una città verticale abitata dai Titani
Caffè storici e cioccolato raccontano la Torino dei golosi
La storia del mondo sorta su un piccolo e leggendario colle
Tradizioni di un tempo e autentici modi di vivere dei tirolesi