I cavalieri e l’arme

Un grande evento rende omaggio alla storia rinascimentale di Cormons

Cormons, dai caratteristici tetti rossi, sorge nel cuore del verde Collio goriziano, in una zona di confine che, nei secoli, ha visto succedersi varie guerre e dominazioni.

Cormons attraverso i secoli

Uno sguardo al passato e si scopre che il suo territorio è stato popolato fin dalla preistoria. Castrum fortificato in epoca romana e sede del patriarca di Aquileia dal 628 al 737, il villaggio aggiunge cinte difensive verso il XIII secolo, ancora visibili nell’odierna struttura urbanistica del centro storico. Annessa in seguito alla contea di Gorizia, nel 1497 la città viene ceduta a Massimiliano I d’Asburgo. Durante i quattro secoli di dominazione asburgica Cormons cresce e si sviluppa, costruisce palazzi barocchi e neoclassici e rimane austriaca anche quando il Friuli viene annesso al Regno d’Italia nel 1866, per divenire italiana solo dopo la prima guerra mondiale.
La figura fondamentale di Massimiliano I e i benefici concessi alla città vengono celebrati ogni anno con la rievocazione storica in onore del grande imperatore, sensibile alle arti quanto attratto dal fascino della caccia, della guerra e dei tornei che vinse numerosi e che gli conferirono il titolo di Ultimo dei Cavalieri.

La rievocazione storica dedicata a Massimiliano d'Asburgo

La manifestazione, che è curata dalla Pro loco Castrum Carmonis di Cormons, ricorda il mitico personaggio dedicandogli uno spettacolare torneo cavalleresco in armatura che impegna numerosi attori professionisti e circa un migliaio di figuranti in costume. L’evento, che ha ormai superato la ventesima edizione, si svolge nel mese di agosto, nella suggestiva ambientazione del centro cittadino. Come per incanto, avviene una trasformazione che riporta Cormons indietro nel tempo, fino ad assumere le sembianze di un borgo del tardo Medioevo, mentre le vie ornate di gonfaloni si affollano di personaggi che indossano gli abiti dell’epoca, musici e giocolieri che improvvisano giochi e danze. Vengono inscenati realistici duelli che movimentano la scena, mentre la piazza inizia ad animarsi grazie all’allestimento di un folcloristico mercato degli antichi mestieri, in cui artigiani e venditori svolgono le loro attività tradizionali, fino a quando si fa buio e le torce creano un suggestivo, tremolante gioco di luci e ombre. Non mancano neppure i banchetti a base di appetitose specialità medievali.

Dopo lo sfarzoso corteo in costume che attraversa la città, il momento più atteso della giornata è lo spettacoloso torneo cavalleresco che rispetta fedelmente la minuziosa ricostruzione degli antichi tornei e viene disputato da una compagnia di maestri d’arme professionisti, dall’abilità riconosciuta in tutta Europa. Il gran finale rischiara la notte con fuochi artificiali antichi, probabilmente non dissimili a quelli descritti da Marco Polo appena tornato dall’Oriente. I particolari effetti illuminanti a bassa quota sorprendono il pubblico a conclusione di una giornata in cui si brinda a un glorioso passato, tornato a vivere ancora per una volta.


Testo di Claudia Ferronato – Pubblicato il 18 febbraio 2010

 

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