Campione d’equilibrio

Italian style e charme d'oltralpe: storia di una città speciale

Un fazzoletto d’Italia sul lago di Lugano, circondato da territorio svizzero, un gioiello di storia e tradizione artistica: questa è Campione d’Italia.

Le migrazioni dei Maestri Campionesi

La chiocciola che compare sullo stemma del comune di Campione rappresenta simbolicamente l’anima dei suoi abitanti, un’anima migrante vocata alla mobilità: questo animale che trascina sempre con sé la propria casa s’identifica con chi è costretto a spostarsi e operare in terre lontane, portando con sé il proprio sapere, alle volte anche gli affetti, ma resta in fondo sempre attaccato alle tradizioni delle origini. C’è infatti chi sostiene che i rinomati Maestri Campionesi, abili artisti della pietra, proprio come le chiocciole, hanno lasciato sempre una scia al loro passaggio in molte città del Nord Italia, una scia di opere d’arte che hanno contribuito allo sviluppo architettonico e artistico: basterebbe pensare al duomo di Monza, quello di Modena, quello di Bergamo o quello di Milano. Il lago è l’altro elemento che segna profondamente il carattere del territorio campionese, la cui superficie, meno di tre chilometri quadrati, è per buona parte acque del Ceresio: anche l’imbarcadero sul lungolago richiama, con forme moderne ed essenziali, il tema della partenza.

Tesori artistici e architettonici

Ancora oggi, su quelle stesse acque del Ceresio, Campione riflette le generose testimonianze del suo ricco passato. A pochi metri dalla riva del lago, svetta la chiesa di San Zenone, ora adibita a galleria civica. L’antica basilica sorge sul luogo della necropoli longobarda che raccoglieva le tombe della famiglia di Totone, signore di Campione nell’VIII secolo. Fu proprio questo facoltoso commerciante a decidere il destino della cittadina con la donazione dei suoi possedimenti all’Arcivescovo di Milano e alla basilica di Sant’Ambrogio. Da quel momento in poi ogni pretesa svizzera di annettersi il territorio fu vana. L’idea della partenza che contraddistingue la storia campionese ritorna anche nel nome della maggiore e più monumentale chiesa di Campione, Santa Maria dei Ghirli, eletta dai Maestri Campionesi a loro sede: ghirli è il nome dialettale con il quale si indicavano le rondini, o meglio i rondoni, che d’estate popolano la zona e che con le loro migrazioni ricordano i periodici viaggi dei campionesi che andavano a lavorare lontani dal loro paese.

Bella di notte e di giorno

La bellezza di questa enclave italiana in Svizzera non appartiene solo al passato ma, fedele alla vocazione locale alla dinamicità, è viva e cangiante, diversa giorno per giorno. Ne è un perfetto esempio l’avveniristico progetto del nuovo Casinò, tra i più grandi d’Europa, opera dell’architetto ticinese Mario Botta. Così come terra e acqua diventano un tutt’uno, a Campione si è compiuta l’unione perfetta tra mondanità e relax, classe e semplicità, divertimento e cultura: questa originalità le ha consentito di mantenere un temperamento unico, rendendola meta di un turismo cosmopolita nonché sede di manifestazioni culturali e sportive internazionali.


Testo di Francesca Allegri Zorzi – Pubblicato il 18 febbraio 2010

Crediti fotografici: Simone Mengani/Apt Campione d’Italia

 

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