Quasi in contrasto con il volto gaudente di capitale del gusto d’Italia, Parma e i suoi dintorni offrono sontuose memorie, provenienti da un passato glorioso, che magistralmente si combinano a un tessuto culturale dinamicissimo: punteggiano il territorio come gemme preziose un gran numero di rocche, baluardi, castelli e fortezze che accolgono i viaggiatori per narrar loro storie di un mondo lontano, popolato di personaggi che hanno cambiato il mondo.
Giuseppe Verdi nacque a Le Roncole, vicino a Busseto, da un oste e da una filatrice, il 10 ottobre del 1813: fin da quando egli, in verità davvero precocemente, manifestò il suo enorme talento per la musica, il paese natale e l’intero territorio circostante sono stati pervasi dal suo genio. Tre sono le mete fondamentali che conducono alla scoperta del grande compositore: si può cominciare dalla piazza di Busseto, intitolata al Maestro, per incontrare il suo sguardo severo che domina quietamente il paese, immortalato per sempre nel bronzo dallo scultore Luigi Secchi. Non può mancare una visita al famoso Teatro, inaugurato solennemente in suo onore il 15 agosto del 1868, con la splendida sala dai pavimenti in legno e i 32 palchetti decorati da stucchi dorati, alla maniera rinascimentale. Per poi finire dove tutto ebbe inizio: con una passeggiata presso la casa natale del “cigno di Busseto” che, costruita al principio del XVIII secolo, è stata proclamata monumento nazionale nel 1901.
Catapultati in questo emozionante viaggio, che permette d’imbattersi in grandi opere e piccoli segreti della Bassa parmense, l’itinerario prosegue in direzione della Versailles dei duchi di Parma: la sfarzosa Reggia di Colorno. Affascinante sintesi di storie e di stili, la reggia propone agli occhi del visitatore le impronte che duchi e architetti hanno lasciato su tanta artistica bellezza. Dal porticato – costruito alla fine del ’600 da Ferdinando Galli Bibiena – al grandioso scalone progettato un secolo dopo, fino ai sontuosi interni affrescati e popolati di capricciose cineserie che tanto amava la duchessa Luisa Elisabetta; e ancora dalla cappella ducale – voluta da Francesco Farnese nel 1722 – all’Osservatorio astronomico e allo splendido parco: ogni dettaglio racconta la gloria dei Farnese, dei Borbone e di Maria Luigia d’Austria.
Dimora di una delle più illustri dinastie parmensi fu invece la Rocca dei Rossi di San Secondo, che divenne il favoloso palazzo visibile oggi solo in seguito ai matrimoni stretti tra le famiglie della più importante nobiltà italiana: gli Sforza, i Medici e i Gonzaga. Gli affreschi meravigliosi degli allievi di Giulio Romano, e poi del Baglione, del Samacchini, del Bertoja, del Procaccino e del Paganino, portano la rocca a competere per magnificenza con le più grandi corti medicee e gonzaghesche. Semplicemente superba è la sala delle Gesta Rossiane, che celebra in 17 riquadri la storia della famiglia dal 1199 al 1542; suggestiva quella dell’Asino d’oro, che propone l’unica rappresentazione dipinta dell’omonimo romanzo di Apuleio. La rocca è oggi sede, oltre che di prestigiosi galà e congressi, anche d’interessanti laboratori didattici e soprattutto di straordinarie rievocazioni storiche in costume.
Testo di Margherita Piano – Pubblicato il 18 febbraio 2010
I più bei manieri della provincia parmense, tra storia e leggenda
Carpi, una perla rinascimentale nel cuore della pianura
"L’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei miracoli"
Da secoli risorsa idrica di Roma, oggi suggestivo parco naturale