Anima pura

Il fascino incontaminato delle selvagge vallate ticinesi

È difficile non sentirsi a casa nel Canton Ticino. Eppure proprio l’eccessiva familiarità, l’abitudine alle gite domenicali tra Locarno e Lugano o alle visite al Castelgrande di Bellinzona, fanno sì che sfuggano molti dei segreti più preziosi di questo ricchissimo cantone svizzero.

Val Leventina: natura intatta verso il San Gottardo

La val Leventina, ad esempio, rivela l’aspetto più selvaggio dell’alto Ticino, con i suoi paesaggi aspri e le gole strette. Cascate imponenti, come quella della Piumogna, scrosciano tra boschi di larici e abeti, e forniscono una quinta straordinaria ai villaggi abbarbicati sui pendii. Questa è la valle che conduce al passo del San Gottardo, per cui non stupisce la presenza di tanti insediamenti, curatissime raccolte di case tipiche e chiese di origine medievale.
Il passo, che deve il suo nome a una cappella edificata nel XIV secolo in onore di San Gottardo vescovo di Hildesheim, si erge a 2108 metri in un paesaggio fatto di rocce e laghi che gli conferisce un’aria desolata e al contempo grandiosa.

La valle di Blenio, custode di storia

Ugualmente collegata ai destini di un passo alpino, quello del Lucomagno, ma assai diversa per aspetto, è la valle di Blenio, segnata dal corso d’acqua omonimo. Più aperta e spaziosa, ospita villaggi con campanili romanici, affreschi in stile lombardo e rovine di castelli, tra cui quelle tormentate del castello di Serravalle nei pressi di Semione. Il compito di conservare la storia di questa valle spetta ad alcuni musei etnografici – da visitare il Museo di Blenio, a Lottigna, e quello di San Martino, a Olivone, che ricorda l’arte sacra popolare, l’artigianato e il folclore locale – mentre un interessante progetto naturalistico ha portato all’apertura del Centro ecologico UomoNatura ad Acquacalda.

Verdi emozioni in val Verzasca

Il suo nome significa “verde acqua”, e basta uno sguardo al fiume che la attraversa per capirne il motivo: il Verzasca è sempre color smeraldo. Merito anche suo, quindi, se la val Verzasca è considerata una delle più belle del Ticino. Qui si incontrano decine di sentieri nella natura, e tra un bosco e una rapida ci si può imbattere in vestigia medievali, come il famoso Ponte dei salti, che varca il fiume su due arcate. I centri abitati sono suggestivi crocicchi di case in pietra, come Corippo dal fascino da cartolina, Brione col piccolo castello a bastioni e Sonogno, che ospita il Museo della val Verzasca e un vecchio forno comunale, ancora in uso.

La Vallemaggia e i Walser

Gli amanti dell’architettura rurale non potranno poi mancare una visita alla vicina Vallemaggia, che nasce dalle sponde del lago Maggiore e occupa, con le valli convergenti, un quinto della superficie del cantone. Qui infatti sorge Bosco Gurin, il più alto paese del Ticino e unico nel suo genere: è il solo villaggio ticinese in cui si parli ancora il walser deutch, un dialetto che mescola italiano e tedesco, e dove si possono trovare i gadumdschi, piccole costruzioni prive di porta d’accesso di solito usate come fienili.


Testo di Virginia Stefani – Pubblicato il 19 maggio 2010

Crediti fotografici: Leventina Turismo, Ticino Turismo

 

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