Paesaggi dai tratti tipicamente alpini e scenari dal sapore mediterraneo, tradizioni antiche di secoli e una straordinaria apertura al futuro: nelle valli del Ticino ogni elemento incontra il suo contrario e vi convive armoniosamente, in un affascinante equilibrio di contrasti. Anche in cucina è di scena la varietà: la tradizione popolare più autentica incontra l'alta gastronomia e i prodotti contadini sublimano in sapori raffinati.
La Vallemaggia fa al caso di chi ama le zone più tranquille, dove la natura è regina indiscussa: ampia e soleggiata, si snoda da Ponte Brolla lungo l’omonimo fiume, attraversando piccoli villaggi caratteristici. Altra meta ideale è la val Bavona, da molti considerata la più bella: una strada pianeggiante segue il corso del torrente Bavona gettandosi fra splendidi prati all’ombra di pareti rocciose, oppure la val Lavizzara, formata da sei villaggi situati tra i 700 e i 1300 metri.
Tre nomi diversi, un unico comun denominatore: la pastorizia, che fa da padrona nell’economia e nella cucina locale. Da queste valli provengono infatti delizie come la dolce robiola di latte vaccino, ma anche il robiolino, tipico formaggio fresco prodotto con latte di mucca pastorizzato, e diversi tipi di formaggella, specialità a pasta semidura con crosta grigia.
Più a nord si incontra la val Leventina – Alta, Media e Bassa – che parte da Airolo e, attraversando il passo del San Gottardo, sfocia nella Svizzera centrale. Risalendo la valle da sud in poco più di mezz’ora, con 800 metri di dislivello, si può passare dalla primavera inoltrata al pieno inverno. Tre mondi e tre climi, adatti a un turismo a piedi, in mountain-bike, sugli sci o in relax sui prati, ma una sola gastronomia, dove regnano incontrastati i formaggi e i salumi. Lungo la sponda del Lago Maggiore si estende invece per una decina di chilometri, fino a Vira, la riviera del Gambarogno, disseminata di graziosi villaggi ticinesi. Qui la cucina abbina delicati menu di pesce a gustosi menu di carne, come gli arrosti freddi o caldi di coniglio e capretto, la polenta con mortadella o sfizioso vitello tonnato. E per digerire si può scegliere fra il Williamine, tipico liquore a base di pere, e un vasto assortimento di acquaviti alla frutta – spesso di produzione locale – servite con il caffè.
La valle del torrente Melezzo, meglio conosciuta come Centovalli, risalendo verso il lago, si apre davanti agli occhi del viaggiatore, intento a seguire dalla strada il corso dell’acqua. Ma il tour in Canton Ticino non può prescindere dall’incontro con Bellinzona, una città unica, dominata da tre castelli medievali dichiarati patrimonio dell’Unesco. Ed è infine a Castelgrande che il fascino dell’ambiente renderà i piatti della cucina italiana e ticinese davvero unici. Il Bellinzonese, non a caso, è una regione privilegiata sotto il punto di vista gastronomico, che fa onore alla cultura culinaria grazie alla presenza di ristoranti davvero eccezionali.
Testo di Alessia Quiriconi – Pubblicato il 26 maggio 2010
Crediti fotografici: Leventina Turismo, Ticino Turismo
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