Terra naturalmente vocata al buongusto, il lago Maggiore si caratterizza per una cucina che non si limita a proporre i delicati sapori del lago, ma che si arricchisce dei sani prodotti offerti dalle vallate circostanti, come salumi, formaggi e i robusti vini coltivati in collina.
Il tour del gusto lungo il lago Maggiore comincia ad Ascona, la sorella minore di Locarno, situata in una splendida e soleggiata baia fra eleganti boutique e rinomati alberghi. Qui non manca una vasta gamma di ristoranti dove concedersi tipici taglieri di mazza casalinga: un antipasto freddo a base di prodotti ricavati dalla carne di maiale come cotechini, mortadelle, luganighe, pancetta piana e arrotolata, salame. Il tutto annaffiato da un buon bicchiere di Merlot, vino nero che rappresenta oltre l’80 per cento della produzione vinicola del Canton Ticino.
Tappe d’obbligo sono poi Tenero, cuore verde del Ticino, e Losone che, chiuso fra il fiume Maggia e il torrente Melezzo, gode di una posizione privilegiata in una zona ancora poco sviluppata turisticamente e, proprio per questo, è il regno della cucina tradizionale. Qui gli agriturismi stuzzicano l’appetito con i loro formaggi di caseificio: semiduri e grassi, oppure caprini e buscion freschi, da mangiare cosparsi di pepe macinato e olio extravergine d’oliva, che danno il meglio se accompagnati all’aroma marcato del miele di castagno. Quando la temperatura lo consente è imperdibile la fonduta, trionfo di formaggio, fuso nelle pignatte, all’interno delle quali i commensali intingono pezzi di pane e di verdure bollite – soprattutto patate – infilzati in lunghe e sottili forchette.
Il cerchio si chiude con una visita a Locarno, luogo di villeggiatura già ai tempi della Roma imperiale, divenuto poi dominio dei Visconti, come testimonia l’omonimo castello del XV secolo. Non a caso le sue palme, il caldo sole che splende tutto l’anno e uno stile di vita un po’ mediterraneo, attirano da sempre i turisti del Nord Europa. Impossibile parlarne senza accennare alla sua più importante manifestazione: il Festival internazionale del cinema, che per due settimane, in agosto, trasforma piazza Grande in una sala cinematografica all’aperto. Camminando sotto i portici, di piazza in piazza, s’incontreranno un gran numero di locali capaci di accogliere i viaggiatori nelle cordiali atmosfere dei grotti, per provare ghiottonerie come i malfatti al timo e zucca o, in autunno, profumati risotti ai funghi che portano con sé l’influsso della cucina italiana.
Testo di Alessia Quiriconi – Pubblicato il 18 febbraio 2010
Crediti fotografici: Christof Sonderegger/ Switzerland Tourism, Switzerland cheese
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