Unico cantone svizzero completamente a sud delle Alpi, il Canton Ticino oltre al perfetto mix di sole, montagne, laghi e distese verdi, propone una tradizione culinaria che affonda le radici nei genuini piatti delle nonne a base di patate, polenta e formaggi: ingredienti ancor’oggi utilizzati dagli chef ticinesi, maestri di una cucina regionale dal sapore rurale, che ha saputo alleggerirsi per incontrare le preferenze moderne.
Un viaggio alla scoperta dei sapori ticinesi non può che iniziare proprio da Lugano e dal suo lago: meta ideale presso la quale gustare, nel groviglio di strade acciottolate che si sciolgono arrivando sul lungolago, piatti a base di pesce persico, filetti di coregone e trota salmonata, dove la scenografia naturale ne esalta il gusto. Le alternative al pesce non si fanno desiderare: ristoranti e osterie sapranno conquistarsi molti favori con il rösti, un croccante tortino di patate grattugiate che viene direttamente dalla tradizione culinaria della Svizzera tedesca. Nel caso in cui lo chef all’opera nel locale scelto sia francese, la cottura sarà fatta nell’olio, se tedesco invece, utilizzerà il burro.
Non è così facile abbandonare le sponde dello scintillante lago, ma dirigersi verso Capriasca e Taverne, oppure più a sud, verso Ponte Tresa e Caslano, dove si trova il dolcissimo museo del cioccolato, riserverà certo piacevoli sorprese. Sarà molto facile imbattersi nei caratteristici grotti ticinesi, locali rustici scavati nella roccia o situati in zone discoste e ombreggiate, dove assaggiare le tipiche pietanze del territorio negli ampi piazzali allestiti a servizio esterno, con tavoli e panche in granito. Impossibile poi resistere alla tentazione di concedersi una raclette. Immaginate di mettere una mezza forma di formaggio davanti al fuoco o su un particolare fornello che ne fonde lo strato superiore: non appena inizia a sciogliersi, il formaggio viene raschiato con un coltello, sistemato su un piatto e consumato all’istante insieme a patate bollite, cetrioli sott’aceto e cipolline. Si tratta di un piatto da assaporare assolutamente in compagnia, perché i commensali possono raschiare a turno la forma man mano che fonde, fino a sazietà.
Testo di Alessia Quiriconi – Pubblicato il 18 febbraio 2010
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