Architetture d'esterni

Il Ticino, punto di congiunzione tra creatività svizzera e italiana

Gente di lago, in Canton Ticino. Gente che sa apprezzare il bello di una variazione di luce, di uno scenario naturale, e magari cerca anche di modificarlo, per avvicinarsi alla perfezione. Qui dove vige il detto italian style, swiss organization, l’arte si mischia e si completa con l’opera degli architetti e viceversa. Con eleganza. In Ticino esiste una scuola di architettura contemporanea che ha prodotto nomi di rilievo internazionale, da Luigi Snozzi ad Aurelio Galfetti, a Mario Botta. E nel 1996 ha aperto a Mendrisio, vicinissimo all’Italia, l’Accademia di architettura: una fucina di idee nuove che si sposano alle meraviglie dei centri storici già esistenti.

Lugano: dall'antichità a Mario Botta

A Lugano, per esempio, i tanti musei d’arte si uniscono al verde del parco pubblico, contrapposti alle creazioni di Mario Botta, appunto. E non è certo solo negli ultimi trent’anni che si è scoperta la vena architettonica del cantone. Le valli sono punteggiate da aguzzi campanili romanici e le parrocchiali celano affreschi di sorprendente fattura, soprattutto di pittori brianzoli del XIV e del XV secolo; ma pure il Barocco italiano deve molto a questa terra, che ha dato i natali a Francesco Borromini. Deve essere l’aria di frontiera, che riesce a prendere il meglio di ogni cosa e che fa nascere curiosità come il parco Scherrer a Morcote, dove un trionfo di verde incornicia il sogno esotico di questo viaggiatore degli anni Trenta, che ha voluto riprodurre le geometrie mediterranee e orientali di templi e palazzi in scala ridotta.

Alla scoperta di altri tesori d'arte e architettura

Se da qui ci si porta verso settentrione, nel capoluogo del cantone, Bellinzona appare come il più significativo esempio di unione tra antico e moderno. I suoi tre castelli medievali sono stati dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, ma Castelgrande è stato oggetto di un particolarissimo restauro da parte di Galfetti, che ha inserito elementi ultramoderni nelle vecchie mura, rendendolo parte integrante della vita cittadina di oggi.
Sulla riva opposta si torva Locarno, la più italiana delle città elvetiche, soprattutto in fatto di arte. Le sue valli sono uno spettacolo della natura, a volte con un tocco di architettura che, pur restando un unicum, non guasta. Vale per tutti il caso della chiesetta di San Giovanni Battista a Mogno, in Val Lavizzara, meta irrinunciabile per gli estimatori del Botta. Si tratta di uno dei suoi edifici a cilindro tronco, che in questo luogo trova la prima realizzazione e il successivo sviluppo nella Cattedrale di Evry presso Parigi.
Ultima, ma non per questo meno importante, la zona delle Centovalli. A meno di una ventina di chilometri da Locarno, uno dei più suggestivi ensemble naturali del Ticino. Un succedersi senza soluzione di continuità di valloni, valli, canaloni, vigneti, ponti, boschi e frutteti che ricoprono i monti, mentre nei paesi affreschi e dipinti di scuola lombarda suggellano un’epoca di scambi e di idee comuni. Tra tutti, a Intragna svetta il campanile più alto del cantone, quello della chiesa parrocchiale di San Gottardo.


Testo di Raffaella Piovan – Pubblicato il 31 maggio 2010

Crediti fotografici: Svizzera Turismo, Ticino Turismo

 

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