Corrieri, ospitalieri, messaggeri, somieri, viandanti e guerrieri, e ancora muli, cavalli, carri e diligenze, fino ai veicoli a motore e ai convogli ferroviari: nel corso dei secoli il Passo del San Gottardo ha rappresentato una via di comunicazione di fondamentale importanza per il transito delle merci e lo scambio delle idee, una via strategica al centro di interessi politici ed economici, teatro di aspre battaglie e di lotte continue fra l'uomo e la natura, dove la fatica quotidiana sottraeva all'ostilità di un paesaggio impervio un prezioso valico fra sud e nord Europa, la cosiddetta Via delle genti. La straordinaria vicenda di questo snodo cruciale, che s'inerpica fra le vette del massiccio del San Gottardo, è rievocata con vivida reminiscenza fra le stanze del Museo nazionale del San Gottardo, ubicato proprio nel passo che ha visto ‘in prima persona’ l'arduo passaggio di uomini e mezzi.
Le persone che hanno attraversato il San Gottardo, per necessità, piacere o interesse, costituiscono l'anima stessa del valico. Fra i primi di cui sia abbia testimonianza vi furono, agli albori del XIII secolo, i corrieri a piedi – seguiti da quelli a cavallo – che avevano il compito di recapitare importanti missive di abati, imperatori e papi. Le ‘infrastrutture’ erano semplici ponti o passerelle di legno e l'assistenza ai viandanti era affidata a una rete di ospizi gestiti dai vari ordini religosi. Con il tempo le cose migliorarono: al legno si sostituì la pietra, nel 1708 fu scavato il primo tunnel e nel XIX secolo vide la luce la prima strada carrozzabile. Il resto è storia recente, con l'apertura della ferrovia nel 1882 e l'autopostale del Gottardo che, dal 1922, soppiantò definitivamente la diligenza trainata da cavalli.
Inaugurato nel 1986 quale coronamento dell'impegno intrapreso dalla Fondazione Pro San Gottardo, il Museo nazionale del San Gottardo ha il dichiarato intento di conservare e valorizzare l'importanza storica del Passo del San Gottardo. Per lo scopo sono stati ristrutturati i locali della Vecchia Sosta, ossia l'antico albergo San Gottardo, eretto fra il 1834 e il 1837. Le sale del museo coniugano rigore didattico e dinamismo espositivo in una varietà di input informativi mai banali e, anzi, sempre puntuali nel proporre un messaggio pluriprospettico avvincente e storicamente attendibile. Ricostruzioni fedeli, documenti originali, minerali preziosi, oggetti rari e veicoli antichi, esposizioni di armi e uniformi, ma anche opere d'arte e scenografiche proiezioni multimediali, si fondono in un caleidoscopico viaggio della memoria, dove passato e presente si pongono come pilastri di una vicenda che anela a un futuro di ospitalità e solidarietà. In fondo è questo l'auspicio ultimo della Fondazione Pro San Gottardo: che la storia della Via delle genti, la storia di chi ha "saputo trasformare un bastione di granito in luogo di scambi tra differenti culture", sia uno sprone agli uomini di oggi per combattere la miseria dell'egoismo e abbattere i muri dell'ingiustizia.
Info:
Museo nazionale del San Gottardo - Airolo (Canton Ticino) – tel. +41 91 8691525
gotthardmuseum@bluewin.ch
www.gotthard-hospiz.ch
Testo di Marco Gottardi - Pubblicato il 23 novembre 2010
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