D’acqua e d’aria

Sospesi fra terra e cielo, in una vera sfida con la natura

Istro, Isonzo, Soča, Isnitz, Lisonzio, Isunz, Isons e altri ancora: tanti sono i modi diversi con cui è stato chiamato il fiume Isonzo (Idria) dai tempi antichi dei Celti – sembra che il suo nome derivi dal celtico Eson – e dei Romani.

Il paradiso degli sportivi

Il limpido figlio dei monti, come lo definisce Simon Gregorčič, con i suoi affluenti Uccea (Ucja), Idria  (Idrica) e Vipacco (Vipava), unisce nella sua corsa verso il mare alcune tra le località più belle dell’Alto Isontino, ed è qui che da ogni paese d’Europa e oltre convergono tutti coloro che amano mettere alla prova se stessi cimentandosi negli sport: kayak, canoa, rafting, hydrospeed – o ‘bob fluviale’ – e kanyoning: la valle dell’Isonzo è sempre più conosciuta e amata.
Il viaggio del fiume color verde smeraldo ha inizio nella regione di Plezzo (Bovec), località che è ormai divenuta il maggior centro turistico della valle; qui, appena sotto il valico Vršič, si può visitare la sorgente, una tra le più belle delle Alpi. Siamo nella suggestiva val Trenta, la cui estasiante bellezza pare concentrarsi tutta nel giardino botanico alpino Juliana, l’unico della Slovenia, fondato nel 1926. Appena dopo la sorgente, il corso del fiume si infossa in gole – tra le quali le suggestive Forre grandi e piccole (Velika e Mala korita) – che ogni tanto lasciano scorgere pozze verdi, salti, scivoli, cascate. Gli amanti della pesca con la mosca sanno bene che la trota marmorata – specie autoctona che vive solo qui – caccia i moscerini in queste pozze al crepuscolo. Lungo il corso del fiume s’incontra pure il temolo dell’Isonzo, altra specie rara altrove, che abbonda in queste acque.

L’essenza della natura

Da Plezzo, proseguendo verso sud, s’incontra Caporetto (Kobarid), “un paese tranquillo di poche case e una chiesa col campanile bianco”. È stata la prima guerra mondiale a lasciare l’impronta che ha determinato il carattere di questa piccola città ai piedi del maestoso monte Nero (monte Krn): la sua storia è illustrata nel Museo di Caporetto, proclamato miglior museo europeo nel 1993. Continuando il percorso del fiume, si giunge a Tolmino (Tolmin), centro amministrativo della valle dell’Isonzo. Secondo gli esperti, la pista di lancio Kobala, punto di partenza per parapendio e deltaplano, è il miglior centro per questo sport in Europa. Ma anche la pesca attrae un sempre più folto numero di visitatori, col fiume Tolminka, habitat ideale della trota marmorata e del temolo, e l’Idria ricco di salmonidi, che scorre nei pressi della deliziosa cittadina di Idria (Idrija), la più antica città mineraria della Slovenia, celebre per la miniera di mercurio del ’500 e per il Castello Gewerkenegg, con il museo civico incentrato sul prezioso metallo e sul merletto a tombolo. Esplorare questa parte dell’arco alpino è un viaggio nella più vera essenza della natura, dove “la sola ricompensa è il silente e solitario contemplare e l’abbandonarsi al mondo della montagna”, ci assicura Julius Kugy, pioniere dell’alpinismo nelle Alpi Giulie, instancabile viaggiatore e fervido ammiratore della valle dell’Isonzo.


Testo di Francesca Perotto – Pubblicato il 6 maggio 2010

Crediti fotografici: Archivio LTO Sotocje, Rok Lustrik, Slovenian tourist board

 

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