Già nel XVII secolo lo scrittore ed erudito sloveno Janez Vajkard Valvasor, all’interno della sua opera enciclopedica La Gloria del ducato di Carniola, affermava che nella valle del Vipacco (Vipava) si produceva più vino che pane. Per sostenere la sua ipotesi faceva notare come lo stemma del Comune di Vipacco raffigurasse, a quei tempi come d’altronde ancora oggi, proprio una vite.
Non è un caso infatti che questa fertile vallata, che dalle pendici del monte Nanos, ai confini con l’area carsica, si estende verso Nova Gorica, sia conosciuta soprattutto per gli ottimi vini che vi si producono. Sui pendii soleggiati delle dolci colline, battuti dalla bora e baciati da un sole generoso, si coltivano circa 25 diversi vitigni, da cui si ricavano sia bianchi che rossi caratterizzati da un gusto pieno e armonioso e da un bouquet espressivo ed equilibrato.
Su tutti trionfano lo Zelen, un bianco delicato dal piacevole aroma di frutta e fiori, e la Pinela, che si distingue per un colore verde giallastro e un profumo fresco. Il modo migliore per degustare i sublimi nettari maturati nelle vigne aggrappate alle colline è quello di percorrere, magari in sella a una bicicletta, la panoramica Strada del vino, segnalata lungo il percorso da comodi cartelli che conducono a cantine, fattorie, aziende vinicole, agriturismi, ristoranti e trattorie aderenti all’iniziativa.
Ancor prima che nel Medioevo i suoi vini divenissero famosi alla corte di Vienna, la valle del Vipacco si presentava come il valico naturale tra la pianura padana e il bacino danubiano: proprio Aidussina (Ajdovščina), sede del castrum Ad Fluvium Frigidum, e oggi uno dei principali centri della valle, rappresentava la prima importante stazione della strada romana che collegava Aquileia con Emona, Lubiana. A pochi chilometri dalla cittadina, cinta dalle antiche mura e circondata da frutteti e vigneti, una deviazione porta al villaggio medievale di Santa Croce (Vipavski Križ), che conserva le rovine di un castello, una chiesa gotica e un monastero benedettino. Al centro della valle sorge Vipacco (Vipava), la “Venezia slovena” dominata dai resti dell’antico maniero e famosa per i numerosi ponti, veri capolavori architettonici, che attraversano le acque del Vipacco: il più imponente si trova dietro palazzo Lantieri, tra le principali attrattive del centro storico.
Se le chiesette in pietra sparse alle pendici del monte Nanos testimoniano la spontanea religiosità popolare – molte infatti sono dedicate a san Martino, protettore dei coltivatori – non mancano esempi di ville e magioni fatte costruire da famiglie nobili e aristocratiche. Sulla sommità di una collina poco distante dal centro è aperto alle visite palazzo Zemono, elegante dimora costruita nel 1689 come residenza di caccia dagli stessi conti Lantieri.
Testo di Mina Romano – Pubblicato il 10 maggio 2010
Crediti fotografici: Slovenian tourist board, Tic Vipava
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Un meraviglioso paesaggio collinare intarsiato di borghi storici