La terra delle acque vive

Fra ponti, grotte e sentieri lungo i canyon della Tolminka

Con gli oltre 200 metri di sviluppo e i 180 di quota altimetrica, sono gli anfratti più lunghi e fra i più profondi di tutta la Slovenia, tanto da costituire il punto più basso e meridionale del Parco nazionale del Triglav e la più importante attrattiva naturale del comune di Tolmino (Tolmin): le forre disegnate fra la roccia dalla Tolminka rappresentano, con quelle del torrente Zadlaščica, uno degli scorci più affascinanti offerti dal territorio sloveno. Sorgenti segrete, fiabeschi tonfani, cascate maestose e angusti canyon sono le tessere di una sublime creazione di madre Natura, un’opera antichissima che si può ammirare da vicino fra le tappe di un suggestivo sentiero tematico.

Il Diavolo e l’acqua santa

L’Ente per il Turismo di Tolmin ha reso agibile, a partire dagli anni Cinquanta, un percorso che si snoda fra gli anfratti della Tolminka e i canyon della Zadlaščica. Acquistato il biglietto all’ingresso del parco – per una modica spesa che va da un minimo di 1,60 a un massimo di 4 euro – si raggiunge il ponte del Diavolo, nome comunemente assegnato in Slovenia alle passerelle che si ergono ad arduo passaggio sopra una stretta gola; il ponte, inizialmente costruito in legno dal Comune di Tolmino, è oggi una struttura metallica che risale al periodo del regno italiano. Sotto di esso si può osservare la Grotta orizzontale, dove si trova una preziosa sorgente di acqua termale con temperatura che oscilla fra i 18,8° e i 20,8°: una vera eccezione, visto che la temperatura media della Tolminka va dai 5° ai 9°. Il fenomeno, non certo sconosciuto in territorio sloveno – basti pensare alla zona del Carso – ma piuttosto raro nelle Alpi Giulie, è quello dello spronfondamento delle acque di superficie che, prima di riaffiorare, si riscaldano grazie all’energia geotermica.

Misteri e leggende

A conferire ancora maggior fascino a questi incredibili paradisi naturali ci pensano misteri e leggende, come quelli legati alla cosiddetta Testa d’orso (Medvedova Glava) e alla grotta di Zadlaz (Zadlaška jama), meglio nota come grotta di Dante perché, secondo la credenza popolare, proprio la visione in prima persona di questa buia spelonca – costituita da tre grandi sale, per una lunghezza complessiva di 1.140 metri e una profondità di 41 – avrebbe solleticato la fantasia del vate e arricchito di realismo alcune descrizioni dell’Inferno. Il mistero della Testa d’Orso, invece, è legato alla sua origine: non è chiaro, infatti, come abbiano fatto gli enormi massi che costituiscono questo ponte naturale a conficcarsi fra le anguste forre della Zadlaščica. E non si dimentichi, infine, che la Tolminka è il torrente delle acque vive, delle acque miracolose che sconfiggono la morte e restituiscono la giovinezza: un motivo in più per godersi questo millenario angolo di Slovenia.

 

Info:
Ente per il Turismo di Tolmin e Kobarid
Petra Skalarja 4 - Tolmin – tel. +386 5 3800480 – fax +386 5 3800483
info@lto-sotocje.si
www.dolina-soce.com

 

Testo di Beatrice Dametto - Pubblicato il 7 dicembre 2010

Crediti fotografici: Ente per il Turismo di Tolmin e Kobarid

 

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