Il fascino degli opposti

Viaggio a Nova Gorica, dove convivono ogni cosa e il suo contrario

Nova Gorica è la città dei contrasti, dove ogni elemento si amalgama con il suo contrario e, ibridandosi, trova un nuovo equilibrio: il passato convive con il futuro, la tradizione si apre all’innovazione, l’architettura cerca una conciliazione con la natura.

Una moderna città-giardino

Basta guardare all’aspetto stesso della città: fondata ex novo alla conclusione della seconda guerra mondiale, fu progettata dall’architetto Ravnikar secondo il modello delle città giardino. Del progetto iniziale si sono conservate circa 200 specie di alberi e piante locali ed esotici, e oggi il centro cittadino, con gli ampi viali fiancheggiati da alti palazzoni e modernissimi edifici, nonostante la palese sensazione di nuovo che trasmette nel suo complesso, pare sempre ricercare un dialogo con la sua storia. Basti pensare all’allestimento del Museo del confine, ospitato all’interno della vecchia stazione ferroviaria di Gorizia, che ripercorre la storia della città dal 1945 all’aprile del 2004, quando è stato abbattuto il muro che la divideva dalla sua controparte italiana.

Paesaggi densi di memorie

Ma segno ancora più evidente di quanto il ricordo delle travagliate vicende del secolo scorso sia ancora vivo nella memoria della popolazione è l’istituzione del Parco della Pace sul monte Sabotino (Sabotin). Durante la Grande guerra il territorio di questo monte, sulla cui cima passa il confine di stato, fu teatro di sanguinose battaglie, cui presero parte soldati appartenenti a ben 22 nazionalità diverse: il parco si pone come simbolo di unità e fratellanza, oltre a offrire numerosi percorsi escursionistici di interesse naturalistico. Alla storia più antica di questo territorio è invece dedicato il Museo del Goriziano (Goriški muzej), ricavato nel secentesco castello di Kromberk, a circa tre chilometri dal centro. Un tour da queste parti poi non può che concludersi con una tappa al convento di Castagnevizza (Kostanjevica), nella cripta della cui chiesa sono sepolti alcuni membri della reale dinastia dei Borboni. Nel giardino del convento, inoltre, trova spazio una splendida collezione delle pregiate rose Bourbon: e forse è proprio nella bellezza di un fiore così insolito che si nasconde l’essenza più vera della città delle rose.


Testo di Mina Romano – Pubblicato il 7 maggio 2010

Crediti fotografici: Goriški muzej, Slovenian tourist board

 

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