“L’essenziale è invisibile agli occhi” suggeriva la volpe al piccolo principe nel capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry. Niente di più vero se si pensa al Carso sloveno (Kras), tra il golfo di Trieste e la fiorente valle della Vipava, dove non ci si deve limitare alla superficie, perché il meglio si nasconde sotto.
I geologi definiscono il Carso come un ambiente naturale a due piani: il Carso di superficie, battuto incessantemente dalla bora, e quello sotterraneo, mondo incantato dove il tempo sembra scorrere parallelo a quello reale. All’esterno i paesaggi alternano roccia pura a un suolo argilloso particolarmente fertile su cui si coltiva il Terrano. Ma è nel sottosuolo che si celano le vere meraviglie di questa zona: nel corso dei millenni gli agenti atmosferici e i fiumi Reka, Piuca (Pika) e Rak hanno eroso le rocce calcaree, insinuando il loro corso sottoterra e dando vita a cavità, gallerie, caverne, cunicoli e saloni, ambienti modellati a loro volta dall’acqua piovana che penetra in profondità. Spettacolare esempio di questo processo sono le grotte di San Canziano (Škocjanske jame), patrimonio dell’Unesco assieme a tutta l’area circostante, dichiarata parco regionale. Attualmente è aperto al pubblico un percorso di circa due dei quasi sei chilometri di lunghezza complessiva delle grotte: all’interno l’itinerario si snoda tra antri asciutti e ambienti in cui scorre il fiume Reka, in una sorta di viaggio al centro della terra di verniana memoria.
A circa cinque chilometri da San Canziano (Škocjan) si trova la grotta di Divača, scavata anch’essa dal fiume Reka, mentre presso il comune di Sežana c’è la grotta Vilenica, la prima cavità naturale in Europa attrezzata per le visite turistiche, aperta al pubblico già agli inizi dell’Ottocento e chiamata anche grotta delle fate – dallo sloveno vile, ‘fata’.
Passando poi alla parte centrale della Slovenia, sono le grotte di Postumia (Postojnska jama) l’attrazione principale per visitatori e amanti della speleologia. Lungo ben 21 chilometri totali, il complesso delle grotte comprende le più conosciute e spettacolari grotte di Postumia (Postojna), ma anche la grotta della Piuca (Pivka jama), voragine in cui sprofondano le acque dell’omonimo fiume; la grotta Nera (Črna jama), dalle concrezioni di colore scuro; la grotta di Otok (Otoška jama), più piccola ma non meno affascinante, e il cavernone di Planina (Planinska jama), l’antro umido più grande della Slovenia, con laghetti e ricchissima fauna.
A concludere il viaggio tra le bizzarrie del Kras, non vi è sosta più indicata di Lipizza (Lipica), a due chilometri dal confine italiano: una vera e propria oasi verde, incorniciata da alberi di tigli e querce secolari, conosciuta nel mondo per le celebri scuderie in cui da secoli si allevano i bianchi cavalli lipizzani, particolarmente ricercati per il dressage d’alta scuola.
Testo di Marta Zamberlan – Pubblicato il 10 maggio 2010
Crediti fotografici: Archivio di Park Škocjanske jame, Kobilarna Libica, Slovenian tourist board
Nel sottosuolo con il fiume Reka fra secolari sculture di roccia
Scarpe, mazze e palline per un pieno di sport sui campi sloveni
Alloggi e piatti tipici nel parco delle grotte di Škocjan
Un viaggio dedicato agli appassionati di equitazione e speleologia
Sentieri e sport adrenalinici: una vacanza per stare in forma
I piccoli ci tornano da grandi, i grandi tornano bambini
Oltre i soliti luoghi: il Parco naturale di Montemarcello Magra