Inaugurato nel 1990, già nel 1992 venne insignito del premio Valvasor e l’anno successivo di quello del Consiglio d’Europa: istituito al fine di rappresentare la storia della cittadina slovena con particolare riferimento al periodo della prima guerra mondiale, il museo di Caporetto (Kobariški Muzej), pur essendo classificato come museo militare, è soprattutto un museo sull’uomo e sui drammi della sua storia.
Aperto tutti i giorni dell’anno, si sviluppa su più piani: la visita comincia al pianterreno dalle mostre tematiche temporanee, rinnovate annualmente. Si prosegue quindi al primo piano, dove tre sale introducono il visitatore alla storia millenaria di Caporetto (Kobarid), per entrare poi nel vivo degli scontri bellici con le quattro successive sale.
La sala del Monte Nero presenta una breve rassegna temporale degli eventi accaduti nel settore del fronte isontino all’indomani dell’attacco dell’Italia all’Austria-Ungheria, segnalando dettagliatamente le posizioni dei due eserciti schierati nella parte più elevata del monte Nero.
La sala bianca illustra, mediante fotografie, oggetti e brani tratti dal diario di un soldato italiano, la guerra in montagna e i due inverni trascorsi dai combattenti a più di 2000 metri di altezza.
La sala delle retrovie rappresenta la vita e le attività dei soldati nelle retrovie, dove si provvedeva all’assistenza sanitaria, ai trasporti sui campi di battaglia e ai riformimenti di cibo. La sala nera, forse la più cruenta ed emozionante del museo, racconta gli orrori e l’assurdità della guerra, attraverso foto e ritratti dei soldati, l’esposizione di un cannonne abbandonato sopra un cumulo di macerie e della porta d’ingresso di una prigione militare, sulla quale si possono ancora leggere le scritte incise dai soldati incarcerati.
L’ampio corridoio del primo piano dell’edificio che attualmente ospita il museo durante la Grande guerra fu sede del tribunale militare italiano.
Il secondo piano è interamente dedicato alla celebre battaglia di Caporetto, che portò alla conclusione degli scontri sul fronte isontino. Qui il visitatore può ammirare una grande riproduzione plastica e carte geografiche che illustrano l’arrivo di una nuova armata tedesco-austroungarica nell’Alto Isonzo, la XIV Armata.
Vi è riprodotta anche una caverna di alta montagna dove è possibile ascoltare la riproduzione sonora di una commovente lettera scritta al padre da un alpino italiano per informarlo sui suoi spostamenti. Nella sala adiacente sono esposte numerose fotografie e carte geografiche che illustrano la preparazione e lo svolgimento degli scontri; un documentario cinematografico della durata di 20 minuti, infine, descrive nei dettagli la XII battaglia dell’Isonzo.
Nei dintorni di Caporetto si possono visitare altri segni commemorativi della prima guerra mondiale. Nell’importante ossario che sovrasta la cittadina sono tumulati 7014 caduti italiani: da qui parte il cosiddetto itinerario storico di Caporetto, che conduce a siti archeologici e monumenti legati alla Grande guerra.
Info:
Kobariški Muzej
Gregorciceva 10 - 5222 Kobarid (Slovenija) – Tel. +386 5 3890000 – Fax +386 5 3890002
kobariski.muzej@siol.net
www.kobariski-muzej.si
Orari di apertura
Da aprile a settembre: dalle 9 alle 18; sabato, domenica e festivi: dalle 9 alle 19
Da ottobre a marzo: dalle 10 alle 17; sabato, domenica e festivi: dalle 9 alle 18
Biglietti
Intero: 5 euro; studenti e pensionati: 4 euro; alunni di scuola elementare e media: 2,5 euro
Testo di Marta Zamberlan – Pubblicato il 14 febbraio 2011
Crediti fotografici: Museo di Caporetto
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