Sulle tracce della Grande guerra

Un itinerario storico fra le bellezze della valle dell'Isonzo

Dove pianura friulana e scenario alpino si incontrano per creare uno dei contesti naturalistici di maggior fascino di tutta la Slovenia, con le acque smeraldine dell'Isonzo (Soča) che rifulgono tra anguste forre rocciose e improvvisi squarci di assolata calma, dove "un villaggio bianco con un campanile giù nella valle" riporta alle toccanti pagine di Addio alle armi, fra questo immemore teatro di suggestioni si risveglia l'anima del ricordo: gli echi della prima guerra mondiale non sono sopiti.

Fra natura e memoria

Da trg Svobode, la piazza principale di Caporetto (Kobarid), si diparte l'itinerario storico che, in cinuqe anni di proficua collaborazione, Ente per il Turismo e Museo di Caporetto hanno ideato per salvaguardare la memoria dei luoghi che fecero da sfondo a una delle più aspre e sanguinose battaglie della storia. Salendo sul colle Gradič, lungo un tracciato scandito dalle stazioni della Via Crucis, si raggiunge la prima tappa del percorso: l'ossario italiano, dove riposano i resti di 7.014 soldati, con la secentesca chiesa di Sant'Antonio. Ancora un chilometro di sentiero e si possono ammirare le antiche fortificazioni, risalenti al V e VI secolo, del Tonočov Grad, uno dei presidi militari della tarda Antichità meglio conservati. Le trincee, le postazioni d'artiglieria e i ricoveri militari realizzati durante la Grande guerra accompagnano la discesa verso il ponte di Napoleone, dove trovano spazio due lapidi commemorative; eretto dai francesi nel 1750, il ponte fu fatto saltare in aria dagli austriaci il giorno successivo all'apertura delle ostilità e fu poi ricostruito, prima in legno e poi in ferro, dall'esercito italiano. Oltrepassato il ponte, si raggiunge in pochi muniti il torrente Kozjak, affluente di sinistra dell'Isonzo. Qui si può ammmirare una delle più spettacolari cascate slovene: il grande Kozjak. L'acqua, che ha scavato un antro sotterraneo le cui pareti sono ricamate da formazioni calcaree che ricordano quelle delle grotte carsiche, ricopre il fondo colorandolo di riflessi fra il verde e l'azzurro. Con questa pittoresca visione ancora impressa nella mente, si fa ritorno a Caporetto seguendo il sentiero che passa per l'osservatorio militare, da dove è possibile gettare un utlimo sguardo panoramico sull'itinerario e sulla glauca traccia dell'Isonzo.

Onore ai caduti

Raggiunto il centro cittadino, si può fare una capatina al museo di Caporetto, quasi interamente dedicato al fronte isontino. Ospitato nella settecentesca Casa Mašera, il museo – premiato nel 1993 dal Consiglio d'Europa quale miglior museo europeo – dipana in una dozzina di sale una toccante testimonianza delle atrocità belliche. Fotografie, plastici, cartine e diari documentano con spietato realismo le difficili condizioni di vita dei soldati, mentre il terzo e ultimo piano del museo ripercorre i fatti avvenuti fra il 24 e il 27 ottobre 1917, quando le forze austroungariche sbaragliarono le truppe italiane nell'offensiva che passò tristemente alla storia come "la disfatta di Caporetto".

 

Info:

Ente per il Turismo di Tolmin e Kobarid
Petra Skalarja 4 - Tolmin – tel. +386 5 3800490 – fax. +386 5 3800491
info.kobarid@lto-sotocje.si
www.dolina-soce.com

 

Testo di Marco Gottardi - Pubblicato il 7 dicembre 2010

Crediti fotografici: Ente per il Turismo di Tolmin e Kobarid

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