Viaggio nel tempo

Un tuffo nel passato per ricostruire la storia della bella Pola

Per rintracciare le origini del capoluogo istriano è necessario andare indietro nel tempo di qualche millennio, agli albori della civiltà occidentale. Si approderà, in questo modo, in quella particolare dimensione in cui le vicende storiche sono ammantate dalle nebbie della leggenda e la realtà si mescola con il mito.

Dalla fondazione alla dominazione romana

Leggenda vuole che Pola (Pula) sia stata fondata da quei Colchidi che, rinunciando a inseguire gli Argonauti che avevano sottratto loro il vello d’oro, vi si stanziarono. Ammirata, tra gli altri, da Dante, Palladio e Michelangelo, questa città possiede un grande fascino artistico, trattenendo nel suo nucleo originario tracce importanti della sua storia. Dominata in antichità dagli Illiri e dai Romani, è oggi il maggiore centro culturale e commerciale dell’Istria, fiorito tra vigneti, uliveti e ville patrizie. Di quest’epoca si sono conservate una piccola parte del foro, tre delle dieci porte romane e, fuori dal centro storico di allora, la maestosa Arena, tutt’oggi palcoscenico attivissimo della cultura cittadina e importante museo.

Medieovo ed età moderna

Anche l’epoca medievale lascia una traccia importante in città, per esempio nella chiesa di San Francesco, del XIII secolo, e nel Palazzo comunale ultimato nel 1296. Pola è dominata dall’alto da una fortezza militare, in seguito arsenale e oggi museo, che fu eretta nel 1630 dalla Repubblica di Venezia a protezione della città, allora soltanto uno strategico porto: fu durante la dominazione austroungarica che essa riacquistò i tratti della fiorente cittadina che fu, e rimane a tutt’oggi, orgoglio dell’Istria. Anche lo spettacolo naturale offerto dai dintorni non lascia certo a desiderare: chi ama la vita da spiaggia e desidera rilassarsi godendosi un bagno di sole, non farà altro che avventurarsi alla scoperta delle spiagge vicine, per trovare veri propri paradisi adatti agli appassionati di pesca e di sub, con angoli suggestivi e unici, nelle baie, tra la roccia intatta e gli scogli a picco o sulle distese di ghiaia e ciottoli bianchi, oppure ancora nelle pinete.


Testo di Rita Covacich – Pubblicato il 22 aprile 2010

Crediti fotografici: Ente nazionale croato per il turismo, Ente turistico della Regione Istriana

 

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